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dove eravamo rimasti..? ah sì alla torre dei Tizzoni..

Creato il 25 aprile 2012 da Gianpaolotorres

LA TORRE DEI TIZZONI La torre dei Tizzoni è situata in C.so Libertà, verso Porta Milano, ed è parte integrante del palazzo della famiglia ghibellina Tizzoni risalente alla metà del XV secolo. Ha forma ottagonale che ripete i motivi morfologici della Torre dell’Angelo, anche se interventi di restauro e rifacimenti di fine Ottocento, precisamente nel 1874 su progetto dell’architetto Locarni, modificarono parzialmente l’aspetto originale; la torre fu infatti intonacata, vennero aperte tre finestre nella parte inferiore, furono rifatti il tetto e le bifore delle finestre sottostanti. In epoca più recente la parte inferiore è stata rivestita in pietra. La torre è provvista di belle piombatoie ed avanzi di grandi finestroni con decorazioni in cotto; fino al 1935 doveva essere più suggestiva, quando appariva completamente in cotto. Il salone, a piano terreno, conserva nella volta a vela notevoli affreschi che riproducono una serie di divinità classiche di G.Caccia detto il Moncalvo (scuola vercellese del XVI secolo), secolo nel quale il palazzo venne restaurato; nel Settecento appartenne poi alla famiglia Mariani. La famiglia Tizzoni ha origini antichissime. Si pensa che discenda da un tribuno militare che venne ucciso nella battaglia di Ravenna. Nel XII secolo, un suo nipote era divenuto podestà di Vercelli e tutti i suoi altri parenti divennero celebri nelle scienze e nelle lettere. I Tizzoni stettero sempre dalla parte Ghibellina e furono acerrimi nemici degli Avogadro. La figura più importante nel XII secolo fu Pietro Tizzoni, giovane ghibellino, ardimentoso guerriero che sconfisse i guelfi, guidati dagli Avogadro in una battaglia presso Trino (marzo 1329) che venne occupata ed incendiata. Dopo questo sanguinoso scontro fu nominato vicario imperiale Riccardo Tizzoni, potente capo dei ghibellini vercellesi. Nel 1334 dopo la vittoria degli Avogadro, la famiglia Tizzoni praticamente scompare dalla scena politica; da quell’anno non si hanno più notizie della stessa. Nel 1335 subentrò in Vercelli la famiglia Visconti, con a capo il guelfo Azzone, che governò la città, per quasi un secolo. A proposito della torre, che alcuni testi definiscono anche come “Torre della brava figlia” ricordiamo un’antica leggenda dai contenuti non verificabili: Pietro Tizzoni, invaghitosi di Maria Avogadro, la fece rinchiudere nella torre della sua casa; ella, nota ai vercellesi per le opere di carità, seppe resistere alle lusinghe del Tizzoni che le offriva la sua ricchezza in cambio dei suoi favori, contribuendo così alla pacificazione fra la famiglia ghibellina dei Tizzoni e quella guelfa degli Avogadro; provocò così con la sua fede il pentimento di Pietro Tizzoni (G.BO – M.GUILLA, pag.176).

Palazzo Tizzoni, ben oltre la facciatina del salone affrescato, è comprensiva di tutto il prospetto sulla piazza omonima e di un identico fronte anche sul corso, mentre nell’interno si espande fra più coerenze.

I restauri su queste due cortine hanno saputo visualizzare il colorito e fiorente aspetto che la dimora ebbe ad assumere nel Quattrocento, nella sua ultima fase medievale, mantenendo in vista le numerose traccie superstiti in cotto, reperite sotto i rifacimenti degli intonaci sette-ottocenteschi.

Sono leggibili due ordini di finestre tardo gotiche, bifore contenute entro un arco acuto, più esili e identiche alle aperture della torre quelle dell’ordine superiore. Dovevano avere un gran risalto, allineate sopra le bande fiorite dei marcapiani e decorate da larghe fasce di terracotta, ove si alternano eleganti fogliami e cordoli spiraliformi; completavano il festoso effetto cromatico i timpani dipinti delle finestre, ben osservabili nei resti di una delle aperture sul corso Libertà, a fingere colorate venature di marmi.

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Per gli appassionati di Storia Medioevale:

Simonetta Pozzati

La famiglia Tizzoni nella politica vercellese dalle origini alla dedizione del 1335.

[A stampa in Vercelli nel secolo XIV. Atti del quinto congresso storico vercellese, a cura di Alessandro Barbero e Rinaldo Comba, Vercelli, Saviolo edizioni, 2010 (Biblioteca della Società Storica Vercellese), pp.63-78 © dell’autore - Distribuito in formato digitale da “Reti Medievali”, www.biblioteca.retimedievali.it].

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