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Dream Team NBA, 6^ settimana

Creato il 04 dicembre 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Altro giro, altra corsa! Ecco il Dream Team NBA per la 6^ settimana

Una settimana, questa, che non può di diritto finire nella storia della NBA. L’annuncio del ritiro, a fine stagione, da parte di Kobe Bryant ha scosso l’intero mondo della palla a spicchi, alla vigilia del ritorno del Black Mamba per l’ultima volta nella sua Philadelphia natale. E proprio in quei Sixers, che finalmente hanno riassaporato il sapore della vittoria nella sfida contro i Lakers, scopriamo un undrafted, al terzo anno nella Lega, che crea più di qualche grattacapo alle franchigie avversarie. Infine un centro che, per costanza ed efficienza, può essere considerato tra i migliori in NBA, con il cui contributo i Grizzlies sono arrivati a vincere 8 delle ultime 10 partite.

PM, Stephen Curry: non potevamo stare un’altra settimana senza il più grande candidato al premio di MVP dell’annata in corso. L’inizio di regular season NBA recita ora 20-0 per i Golden State Warriors, un record che difficilmente verrà migliorato nel prossimo futuro, se non dagli stessi Warriors. Nonostante l’assenza prolungata di Steve Kerr, alla Oracle Arena si assiste ad una pallacanestro totale. Steph Curry registra come percentuali uno splendido 52-46-94, ma soprattutto ha già segnato 40+ punti in 6 partite e segnato 20+ punti in un solo quarto in ben 5 occasioni.

G, Kobe Bryant: non l’abbiamo scelto né per il record di squadra, né per le percentuali al tiro. Giunto alla 20esima stagione in NBA, il fuoriclasse gialloviola ha avuto la forza di dire basta a questo sport a cui ha dato tutto quello che aveva. Sparerà le ultime cartucce fino ad aprile, quando calcherà per l’ultima volta un parquet a stelle e strisce. Nella gara contro i Washington Wizards, ad ogni modo, ha voluto spiegare ancora una volta come mai sia diventato il terzo marcatore all-time: 31 punti sui capitolini e terza W in stagione.

Kobe Bryant scores season-high 31, including clutch buckets late, to secure @Lakers 108-104 victory! #KB20 https://t.co/Yc7jlXqjS3

— NBA (@NBA) 3 Dicembre 2015

AP, Robert Covington: buona la diciannovesima, a Philadelphia. La prima vittoria arriva contro i derelitti Los Angeles Lakers grazie soprattutto al 24enne: il prodotto del Tennessee ha avuto infatti grandi meriti, riuscendo a tirare con grande precisione dall’arco sia in occasione della vittoria contro i Lakers (5/11, 46%), sia in occasione della sconfitta, occorsa per soli due punti, contro gli Houston Rockets (6/9, 67%). Se consideriamo anche le partite contro New York e Memphis, poco cambia: Robert Covington tira con il 51% dal campo e con il 46% da tre.

AG, Paul George: gli Indiana Pacers volano nella Eastern Conference grazie a PG13. In quel di Indianapolis sognano lo scherzetto a LeBron e dimostrano di esserci con un più che mai temibile 12-2 a cavallo tra novembre e dicembre, dopo lo 0-3 di ottobre. In settimana Paul George viaggia ad una media di 34.6 punti a partita, con oltre 7 rimbalzi ed il 44% dal campo, numeri mai registrati dalla stella in gialloblù prima dell’infortunio di un anno fa con Team USA.

Paul George: Through-the-legs. In-and-out dribble. Crossover… Buckets! On @NBATV! #NBARapidReplay https://t.co/HzHKS2Vcs8

— NBA (@NBA) 3 Dicembre 2015

C, Marc Gasol: nel periodo in cui è tornata di moda la strategia dell’hack-a-Jordan, lo spagnolo di casa a Memphis infrange il record di franchigia per tiri liberi realizzati consecutivamente (36), confermando la propria solidità in lunetta con un ottimo 16/16 contro New Orleans, oltre a 13 rimbalzi, 6 assist, 4 stoppate e un career-high di 38 punti. L’all-star NBA dello scorso anno, negli ultimi sette giorni, ha registrato 20 punti, 11 rimbalzi e 3 stoppate di media.

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