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Dresda in 24 ore - Prima parte

Creato il 26 settembre 2014 da Daniblue
 

Dresda in 24 ore - Prima parte

Bernardo Bellotto, detto il Canaletto II (Venezia 1721 - Varsavia 1780), Veduta di Dresda

 Dresda rappresenta la resurrezione del sogno romantico andato letteralmente in rovina e fumo durante i bombardamenti alleati del 1945.
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Dalle sue ceneri la città ricca di palazzi rinascimentali, barocchi e rococò, perla dell’Elba, è rinata come l’araba fenice. Con la Riunificazione tedesca del 1990, Dresda ha riacquistato un posto di rilievo come uno dei principali centri culturali, universitari, politici ed economici non solo tedeschi ma europei.
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Arrivando da nord si attraversa l’ampio ponte di Augusto (Augustusbrücke) che sfocia nel cuore della Città Vecchia. Subito la meraviglia riempie gli occhi ed emoziona con la maestosità degli edifici prospicienti: Ständehaus(ex parlamento), il Palazzo Reale, la Cattedrale cattolica della Santissima Trinità (Hofkirche), rinati e ricostruiti in tutto il loro splendore barocco.

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Georgenbau, Haussmannturm e Hofkirche


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Johann Wolfgang von Goethe (Francoforte sul Meno 1749 - Weimar 1832)


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Bernardo Bellotto detto Canaletto II, Le rovine della Chiesa di Santa Croce, 1765


Passando sotto il varco del Georgentor nel bellissimo palazzo rinascimentale Georgenbau, parte del Palazzo Reale, si entra nei vicoli che si aprono a ventaglio e portano a tutti i luoghi celebrati da artisti come Goethe e Bernardo Bellotto (Canaletto II).

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Augusto II di Polonia detto il Forte (Dresda 1670 - Varsavia 1733), duca e Principe Elettore di Sassonia


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Una delle nove sale del tesoro del museo delle Volte Verdi

Tutto è concentrato nella Città Vecchia, ma la quantità di opere architettoniche, scultorie e pittoriche è stupefacente per un luogo così “intimo”. E’ una pia illusione quella di poter visitare tutto in un giorno. Solo nel Palazzo Reale ci sono diverse esposizioni, la più famosa delle quali è Il museo delle Volte Verdi (Grünes Gewölbe), o del Tesoro, con ricchezze raccolte da Augusto II il Forte re di Sassonia e dai suoi discendenti da fare invidia ad Alì Babà. Le altre esposizioni sono il Gabinetto delle Acqueforti, il Gabinetto di Numismatica, la Biblioteca d’Arte e l’Armeria. Per una visita frettolosa occorre mezza giornata.

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Cattedrale cattolica della Santissima Trinità, Hofkirche

La Cattedrale cattolica (Hofkirche) è un capolavoro romanico - barocco con uno svettante campanile di 83 metri e uno stuolo d’imponenti statue tutte intorno al tetto dell’edificio. Interessante la storia della sua costruzione. All’epoca, la Chiesa di Nostra Signora (Frauenkirche) fu eretta nel 1726 dalla cittadinanza protestante. Augusto il Forte era un principe elettore cattolico in una città protestante, intollerante del cattolicesimo. Egli riuscì tuttavia a far costruire questa cattedrale della Santissima Trinità in segreto – chissà come – verso la metà del XVIII secolo. Distrutta completamente durante la seconda guerra mondiale, è stata quasi completamente ricostruita e il magnifico organo restaurato.
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Portale della corona, Zwinger

Il complesso architettonico più singolare di Dresda è certamente lo Zwinger, la grandiosa e stravagante invenzione rococò dell’architetto di corte di Augusto II il Forte di Sassonia, Matthäus Daniel Pöppelman (Herford 1672 - Dresda 1736). Spettacolare giardino d’inverno con enorme spiazzo per parate di corte, fontane, maestose scalinate, gallerie e padiglioni degni di Versailles. Ecco alcuni tra i punti di maggiore interesse; innanzitutto il Portale della Corona (Kronentor) sormontato dalla corona aurea sostenuta da aquile.

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Torre del carillon, Zwinger

Il Padiglione del Carillon (Glockenspielpavillon) con un gioco di quaranta campanelle in porcellana di Meissen che suonano varie melodie.  
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Il Ninfeo (Nymphenbad), sormontato da figure pagane di ninfe, cupidi, grotte, cascate, vasche e vari simboli creato da Pöppelman, adornato da seducenti opere scultoree di Balthazar Permoser (Salisburgo 1671 - Dresda 1732).

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Ingresso alla Pinacoteca dei Grandi Maestri

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Jan van Eyck, Trittico di Dresda (ca. 1437)


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Albrecht Durer, ritratto di Bernhard von Reesen, 1521


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Pieter Claesz, Natura morta (ca. 1625)


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Hans Holbein il Giovane, Ritratto di Charles de Soliers, Sieur de Morette (1534-35)


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Rembrandt, Il figliol prodigo nella taverna (1635)


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Pinturicchio, Ritratto di fanciullo (ca. 1500)



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Tintoretto, Le musiciste, 2a metà del XVI secolo

La Sempergalerie, ala est dell’imponente complesso, ospita la Gemäldegalerie Alter Meister (Pinacoteca dei Grandi Maestri), una delle maggiori collezioni mondiali di opere rinascimentali italiane, fiamminghe, olandesi, spagnole, francesi e tedesche (opere di Tiziano, Giorgione, Canaletto II, Correggio, Veronese, Tintoretto, Pinturicchio, Antonello da Messina, Rubens, Rembrandt, Brueghel, van Dyck, van Eyck, Vermeer, Cranach, Dürer, Holbein, ecc.).
 
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Il dipinto più famoso è la Madonna Sistina di Raffaello (1512),  enorme e celeberrimo dipinto che troneggia alla fine di una fuga di sale, visibile fin dall’ingresso, con i due teneri ma inflazionatissimi cherubini sognanti ai piedi della Vergine.

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Giorgione (ca. 1510, completata da Tiziano)


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Jan Vermeer (ca. 1657)


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Antonello da Messina (ca. 1476-77)

 

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Lucas Cranach il Vecchio (1531)

Incantano anche altre opere famose, come la Venere addormentata del Giorgione, la Donna che legge una lettera davanti alla finestra di Vermeer, il San Sebastiano di Antonello da Messina, la Veneredi Cranach e tutto il resto.
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Lo Zwinger comprende anche altri musei: il Museo Zoologico, il Salone della matematica e della fisica nonché la Collezione di porcellane (Porzellansammlung), una delle più straordinarie esistenti, con delicati pezzi cinesi, giapponesi e di Meissen, dall’antichità fino al XVII secolo. La visita allo Zwinger e a tutti i suoi musei è assolutamente consigliata a chi ha buone gambe e un’intera giornata a disposizione.

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