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Due anni fa...

Creato il 06 aprile 2011 da Mi7ch85

Artisti uniti per l'Abruzzo - Domani

terremoto
Ore 3:31 della notte del 6 aprile 2009.
A L'Aquila e in tutto l'Abruzzo la gente è nelle proprie case. Dormono tranquilli.
Sulle radiosveglie che vegliano il sonno l'orario cambia: 3:32.
Improvvisamente la terra comincia a tremare; prima lentamente, poi sempre più forte.
La gente si sveglia di soprassalto; qualche secondo per mettere a fuoco la situazione. E' un terremoto.
Le luci delle case si accendono contemporaneamente, mentre i muri che fino a qualche attimo prima proteggevano, ora cominciano a creparsi paurosamente diventando un serio pericolo.
In lontananza si sentono i primi crolli. Le grida dei vicini sono sempre più forti. "Via via! Qui crolla tutto!".
Il tempo è denaro. In pochi secondi si cerca di vestirsi, di recuperare qualche soldo, il cellulare. "Non c'è tempo, vieni!" grida una mamma ai bambini che non sanno quale giocattolo o peluche portarsi dietro per smorzare la paura.
Il soffitto comincia ad incurvarsi paurosamente. Pezzi di intonaco si sbriciolano non appena toccano terra. Le crepe ormai affollano anche i muri portanti.
Di corsa giù per le scale, i più fortunati che riescono a raggiungerle prima di venire sommersi dai calcinacci.
Le gambe si muovono da sole, il più veloce possibile. Per gli anziani la cosa è sempre più difficile, passo dopo passo; le gambe non rispondono rapidamente ai comandi e la paura di cadere rallenta ulteriormente la corsa verso la salvezza.
In strada ci si conta, si guarda quali e quanti vicini di casa sono riusciti a mettersi in salvo... poi il crollo.
Un rumore sorso, seguito da una spessa coltre grigia di cemento, rosata dai mattoni sbriciolati sotto il peso del resto dell'abitazione.
Bambini che piangono, animali come impazziti, persone che gridano ed invocano i nomi dei loro cari assenti all'appello con lo sguardo fisso su ciò che resta della loro casa, della loro vita.
Mani rosse di sangue scavano tra le macerie sotto le quali si trova una madre, una moglie, un figlio, un fratello, un amico.
Urla, pianti... scene irreali che si vedono solo nei film o ai telegiornali. Scene lontane dalla realtà di una piccola provincia abruzzese... almeno prima delle 3:32 de 6 aprile 2009.

terremoto
Due anni fa un tremendo terremoto distruggeva L'Aquila e la sua provincia.
Oggi, a distanza di ventiquattro mesi, poco è cambiato per gli abitanti delle zone colpite dal sisma.
Questo post vuole essere una piccola goccia in quest'oceano di notizie che si leggono sui giornali... una goccia per non dimenticare, per dire al mondo e a quell'Italia credulona che pensa che, se non ne parlano i TG, l'emergenza Abruzzo sia finita... sia solamente un triste e lontano ricordo.
NO! Non dimentichiamocene. E' poprio ora che i riflettori sono puntati su altre catastrofi, su altre notizie che questi nostri compatrioti hanno più bisogno di sapere che non sono soli... anche solo leggendo poche righe sui blog.

Il brano che avete letto vuole essere un racconto degli attimi immediatamente successivi al sisma. E' frutto della mia immaginazione, maturata rivedendo i filmati, le fotografie e rileggendo alcune testimonianze degli scampati alla tragedia.

=Mitch=


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