Magazine Diario personale

E’ facile diffamare con la penna in mano.

Da Chiara Lorenzetti

Massimo Gramellini non è il mio scrittore preferito ( sempre che si possa chiamare scrittore); e non è neppure il mio giornalista preferito ( sempre che si possa chiamare giornalista). Delle sue doti editoriali ne ho scritto qui, una personale recensione di “Fai bei sogni”.
Gramellini pubblica, come tutti forse sanno, una rubrichetta sulla prima pagina de La Stampa ( di cui è vicedirettore) chiamata “Il buongiorno di Gramellini“. Il giornalista affronta temi a 360°, un tuttologo dei fatti mondiali, un ispettore delle emozioni, esperto di calcio/politica/cronaca nera/rosa/gialla.

E’ di pochi giorni fa il suo Buongiorno “Bobo e Boba” (leggi qui Bobo e Boba) . Non entro nel merito della notizia, che è in mano alla magistratura. Entro nel merito delle persone e della narrazione dei fatti ad opera del sig. Gramellini. In sostanza viene citata una delle assistenti di Roberto Maroni, tale Mariagrazia Paturzo; essa, prima di tutto viene chiamata nel titolo “Boba”, nomignolo offensivo, denigratorio della donna; a seguito il suo cognome viene usato per infantili giochini di parole, nemmeno gradevoli, anzi ridicoli e per nulla pertinenti e da ultimo, seppur mai menzionata ma data per scontata dal tono dell’articolo, Mariagrazia viene trasformata nella dama di compagnia di Maroni, persa tutta la sua dignità di donna e lavoratrice.

Caro sig. Gramellini, ma lei conosce personalmente la sig. Mariagrazia per offenderla dall’alto del suo pulpito di carta?
Chi è lei, uomo piccolo, per dare un appellativo così volgare come Boba ad una donna della quale non sa nulla?
Lei non pensa che se c’è un’indagine in corso, occorre lasciare l’indagine lavorare senza necessità delle sue infantili offese?

Chi ricorda qualche tempo fa, nella pagina Fb dedicata al buongiorno, già Gramellini ebbe modo di offendere con nome e cognome un amico, Francesco Vitellini, che all’epoca si era permesso di rompere l’equilibrio dei fans adoranti con una critica. (leggi qui il post “La natura del Buongiorno)Ecco che Gramellini, abusando della sua penna, nemmeno troppo felice, scrisse una rettifica, adducendo le proprie ragioni, senza peraltro avvertire il sig. Vitellini di tale scritto. E lo fece a notte fonda, quasi un ladro, di nascosto.

Il potere della penna in mano, il potere di poter diffamare chiunque, con nome e cognome, in forma anonima, ma con ben chiari appigli per arrivare al soggetto denigrato.
Il potere della penna, uccide, forse chi scrive non se rende conto. Uccide e distrugge, senza sosta. E troppo spesso senza conoscenza.

Chiara 


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