Maya Angelou (Marguerite Ann Johnson, 1928-2014), ricordata con un elogio funebre anche da Barack Obama, è una poetessa africana nata nel territorio del Missouri, Stati Uniti.La poesia in originale è: Still I rise; piuttosto difficile tradurre con fedeltà il termine 'rise': nel verbo convivono il levarsi (quale affrancazione da anni di schiavitù e servaggio morale e intellettuale), il sollevarsi (come ribellione) e il risorgere (come popolo antico dalle proprie radici).Angelou è consapevole di appartenere al vasto oceano dei neri d'America: come un San Cristoforo si fa, quindi, portatrice del dolore e della tradizione perduta per approdare finalmente all'altra riva: quella limpida e meravigliosa della libertà.La poesia, tuttavia, è oltremodo interessante poiché non si limita al lamento contro i padroni che mentono e deformano la storia degli africani. No: essa mette in rilievo, con divertente sincerità, anche il divario spicciamente comportamentale fra le due razze: un certo modo di vivere e imporsi che i bianchi interpretano come strafottenza, neghittosità e leggerezza ("cammino come avessi pozzi di petrolio/che pompano nel mio soggiorno" oppure "me la rido come avessi miniere d'oro/scavate dietro al mio giardino") in opposizione alla responsabilità e al dovere calvinista; per tacere dello scandalo della sensualità ("[ballo] come se avessi diamanti/proprio lì, nel mezzo delle cosce") - lo scandalo assoluto, assieme alla musica del diavolo (jazz e blues), della fisicità negra.Di Maya Angelou è stato tradotto poco (qualcosa fra 1994 e 1999): è, perciò, di fatto, sconosciuta in Italia.Sarebbe il caso di rimediare.Tu puoi sminuire la mia storia con le tue sgradevoli, contorte bugie; puoi spingermi giù nella feccia ma io come la polvere, ancora, mi solleveròLa mia insolenza ti sconvolge? E perché ti assale la malinconia? Perché cammino come avessi pozzi di petrolio che pompano nel mio soggiorno.Proprio come le lune e come i soli, con la certezza delle maree, proprio come le speranze che alte balzano, di nuovo io mi solleveròVolevi vedermi in rovina? La testa e gli occhi abbassati? Con le spalle giù come lacrime, indebolita dai pianti e dal dolore?La mia superbia ti offende? Su, non prendertela a male se me la rido come avessi miniere d’oro scavate dietro al mio giardino.
Sparami con le tue parole,tagliami con gli occhi,ammazzami col tuo odioma, di nuovo, come l'aria, mi solleverò.La mia sensualità ti disturba? Ti sorprende davveroche balli come se avessi diamantiproprio lì, nel mezzo delle cosce?Dalle baracche, dalla vergogna della storia io mi sollevo da un passato radicato nel dolore io mi sollevo sono un oceano, vasto, impetuoso, che monta e s’ingrossa, la corrente sostengoe dietro mi lascio notti di terrore e di paura io mi sollevo verso un nuovo giorno limpido e meraviglioso io mi sollevo e i doni reco che gli antenati mi diedero sono il sogno e la speranza dello schiavo. Io mi sollevo mi sollevo ancora e ancorahttp://mvl-monteverdelegge.blogspot.it/2015/04/maya-angelou-e-io-ancora-mi-sollevero.html
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Da Luca Troiano POLITICA,
POLITICA INTERNAZIONALE,
SOCIETÀ
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Incipit (qui,
dove potete leggere anche dell'origine dell'espressione “ai tempi
di Carlo Cudega”)
“Nella Milano degli anni ’50, si
incontravano in strada...
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