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È la Luna la nuova frontiera commerciale

Creato il 17 gennaio 2014 da Media Inaf

Ultimo di tanti accordi simili, la NASA si affiderà a partner privati per la costruzione del nuovo lander lunare del programma Lunar Cargo Transportation and Landing by Soft Touchdown.

di Matteo De Giuli

Earths-Moon
Ammesso che esista, la proverbiale “mano invisibile” del libero mercato (che dovrebbe trasformare gli interessi dei singoli in un vantaggio per la collettività) sembra puntare da un po’ di tempo il suo dito in direzione del cielo. E ad aprire la strada in questa direzione non potevano che essere gli americani.

È infatti sempre più vivo il rapporto tra la NASA e l’industria spaziale statunitense: dopo aver stretto accordi con partner commerciali per la costruzione di razzi, moduli vettori, navicelle per missioni con equipaggio e dopo aver affittato una delle rampe di lancio di Cape Canaveral, l’agenzia spaziale ha indetto ieri un nuovo bando per dare il via alle future attività di trasporto commerciale sulla superficie della Luna.

La NASA chiede in questo caso l’aiuto dell’industria per costruire un lander lunare che consenta la consegna di carichi pesanti sul nostro satellite, in un progetto già battezzato Lunar Cargo Transportation and Landing by Soft Touchdown (Lunar CATALYST). Lo sviluppo di una collaborazione di questo tipo ha per l’agenzia spaziale un’importanza primaria, anche se probabilmente non sfruttabile nell’immediato, dal momento che la NASA non ha  in programma nessuna missione lunare nel breve periodo dopo che il presidente Obama ha deciso di tirare la corta coperta dei fondi dalla parte dell’esplorazione umana di Marte.

Un’iniziativa come quella di Lunar CATALYST, tuttavia, oltre gli immediati vantaggi in campo di sviluppo tecnologico e di ritorno economico, potrebbe tornare utile anche come base per le future missioni dell’agenzia spaziale. Il nostro satellite ha infatti il potenziale per produrre risorse come acqua e ossigeno e per poter quindi diventare il punto di partenza per l’esplorazione dello spazio profondo. La NASA potrebbe poi sfruttare i futuri servizi commerciali così istituiti dalle compagnie private per  trasportare carichi di qualche centinaia di chilogrammi, portare a casa un bel po’ di campioni di roccia o installare sulla Luna nuovi strumenti scientifici. Come riassume Greg Williams, vice amministratore associato della Human Exploration and Operations Mission Directorate dell’agenzia spaziale, “mentre la NASA perseguirà l’ambizioso obiettivo di portare l’uomo all’esplorazione di un asteroide e di Marte, l’industria statunitense creerà nuove opportunità, per la NASA, nell’avanzamento di nuove tecnologie sulla Luna”.

I rapporti commerciali di questo tipo vengono regolati negli Stati Uniti dai cosiddetti Space Act Agreements (SAA), accordi bilaterali che prevedono che le industrie mettano di tasca propria i capitali per lo sviluppo dei programmi in cambio delle competenze del personale NASA e dell’accesso a strutture, apparecchiature e software dell’agenzia spaziale. Le proposte dei privati per il Lunar CATALYST saranno raccolte fino al 17 marzo. L’annuncio delle selezioni è prevista per il mese di aprile con l’obiettivo di far partire il progetto entro maggio.

Fonte: Media INAF | Scritto da Matteo De Giuli



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