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È notte alta e sono sveglio (Capitolo 1)

Da Cannibal Kid
È notte alta e sono sveglio (Capitolo 1)Il mio nuovo racconto (spero divertente) d’inizio estate, diviso in tre veloci capitoli.Preciso: NON autobiografico. Preciso: NON ispirato al film Notte prima degli esami. Preciso: NON ispirato alla canzone Notte prima degli esami Preciso: NON ispirato alla canzone Ancora (quindi Fausto Brizzi, Antonello Venditti ed Eduardo De Crescenzo, giusto se ve lo state chiedendo: non vi dò neanche una lira).
Capitolo 1È notta alta e sono sveglioe mi ammazzo di seghe.Bella raga, tutto rego? Domani ci sono i cazzo di esami e sto in fissa. Cioè, voi forse ci sarete già passati e sapete quanto è dura. Dura quanto sfilare le mutandine alla Elisa Peroni della terza A, quella suora dimmerda. Il mio amico Gianlu le ha mandato tipo 147 mex e l’ha portata a vedere tutti i film usciti al cine con Vaporidis (che poi non è che sono molti perché di coglioni che fanno fare i film a Vaporidis per fortuna del Gianlu ce ne stanno pochi) prima di farsi fare un pompino. E ha detto che non era neppure un granché e che il suo gatto succhiava meglio. Come fa a saperlo io non so andate a chiederlo a lui: il suo numero è 347666666666 e se c’avete la Tim Tribù gli parlate pure aggratis, allo sfiga.Bella raga, vi dicevo… anzi no, non ve lo dicevo ma ve lo dico ora: sto guardando un pornazzo scaricato da eMule che è tipo troppo bello e ci sono le tipe con le tette troppo grosse ma a me mi si rizza solo quando penso alla Olga della quarta F. Una figa russa stratosferica, raga. Voi una così non l’avete mai vista neanche in cartolina e neanche su quei siti illegali che c’avete tra i preferiti del brawzer. Epperò c’è anche un’altra a cui penso in questa notte prima degli esami ché per lei provo pure dei Sentimenti con la S di Sesso maiuscola ma non fatemi scoprire troppo che anche se fa caldo io preferisco rimanere sempre coperto epperò io la amo, credo. Come chi? Sfigati! Ormai lo sanno tutti nella mia classe e in mezza scuola anche se io nego sempre. Sì, mi piace la Manu, ma tenetevela per voi sta cosa, tenetevela.
Raga, ancora lì? Non c’avete proprio un cazzo d’altro da fare, eh? E allora massì vi dico del Massy, che io chiamo anche Mista Massy perché è l’aiuto dell’aiuto del Mister della squadra di pulcini del Binasco e poi perché suona bene, ecco ve lo introducevo come si fa con i grandi personaggi sebbene non è che sia troppo sicuro che sia tutto sto personaggio, comunque il Massy è un milanese doc cioè suo papà è Il Bauscia più bauscia che sbauscia che io conosca e la madre è tipo la cuggina della sorella della pronipote Moratti ma lui, il Massy, non so perché ma si ostina sempre a parlare in romanaccio. Dice che nella cumpa uno che parla in romanaccio ce vò anche se non se pò sentì e mi ripete sempre “Ah Francè, se te dico che ce vò, ce vò,” ma secondo me quello o è rimasto fulminato da piccolo chè suo papà, Il Bauscia, a Natale mette su tutte quelle luci ché le vedi fin dallo spazio profondo e secondo me una bella scossa al Massy un Natale dei tanti gliel’han data, o sennò quello ha visto troppi film del Moccia, ha visto. Che poi la Manu m’ha detto che nei film del Moccia parlano tutti in romanaccio solo perché lui è un regista troppo neo-realistico, come De Sica Christian e cioè visto che le sue storie sono ambientate tra ragazzi veri della Roma vera cioè devono parlare proprio così, se no che neo-realistico del cacchio è? Ma io della Manu non è che mi fido al 100percento al massimo al 50 Cent, perché secondo lei Kubrick è quello che ha inventato il cubo e io ho cercato su Google e ho capito che è una grandissima stronzata, perché il cubo l’ha inventato Picasso che era un cubista e la Manu dice che non è vero e lo chiama Picazzo e secondo lei lo chiamano così perché aveva il cazzo a forma di cubo e cioè io le faccio: “Ma tu sei fuori, bella mia. Tu sei fulmi,” e lei poi a quel punto mi sorride e io mi sciolgo tutto e non capisco più un kaiser e quindi finisco per dirle: “Quante ne sai, Manu? Quante cazzo ne sai? Sei un pozzo di scienza, sei!” anche se l’unico suo pozzo in cui mi getterei è quello che ha in mezzo alle… beh, avete capito. Che ve lo dico a fare? Che mi volete, far fare lo zozzo qui davanti a tutta questa folla? Io non lo sono, zozzo. Sono un vero gentlement, io.La Manu poi non è che sia sta gran strafiga, dettotradinnoi amicici. È carina e tutto, ma nella classifica delle più fighe della classe è arrivata solo ottava su dodici e tra l’altro nelle ultime due posizioni ci sono la Erika, che poveretta è la mongospastica dell’istituto con l’insegnante di sostegno sempre dietro al culo che secondo me se la vuole pure fare e il Christian, che l’abbiamo messo nella classifica delle ragazze per pigliarlo per il culo, lui che fa tutte ste cose da effemminato e si ascolta i Jonas Brothers e i gruppi emo e i Tokio Hotel e c’ha l’astuccio di Hello Kitty. Però io la Manu ce l’avrei messa più in alto, nella hit-parade, perché cioè sì, è un po’ chiatta e c’ha la face sempre piena di buchi che certe mattine sembra le sia esploso in faccia l’Eyjafjallajokull, non un brufolo. Venga messo agli atti lo sbattone che ho fatto a googlarmi il nome del vulcano su cui l’altro giorno ho anche scritto un tema troppo bello che collegava la nube di cenere islandese con la nube di Lost e la prof quella tarda non c’ha capito una sega e mi ha dato D+ e il + dice che me l’ha dato solo perché sono stato davvero fantasioso. Sta stronza. Ma se ci becchiamo per strada il giorno che m’hanno dato la patente e il giorno che miei mi hanno comprato una macchina e magari quel giorno non la usa quella rompicojoni de mi sorella vedi che tè faccio, ah stronza. Anvedi adesso che me metto a parlare come il Massy, sto gran fijo de ‘na mignotta pure lui e il Bauscia di suo padre quel gran stronzo e pure la Moratti sta gran putt&%£%$£&%$&%£&$CENSURA
(a domani, per il capitolo 2)

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