Magazine Diario personale

Echi proustiani…

Creato il 26 marzo 2012 da Paperottolo37 @RecensioniLibra

Ciao a tutti voi carissimissssimissssssssssssssimi amici miei…!!!

Come state???

Tutti bene come spero???

Avete trascorso un bel fine settimana???

Perfetto…

Io, come accade nella quale totalità dei fine settimana dell’anno, sono andato in visita a casa della mia nonnina materna, altrimenti nota come la Signora della Pioggia, in quel di Fusine.

Nel pomeriggio, complice la giornata soleggiata e il primo teporino, me ne sono stato tutto il pomeriggio nell’orto a leggere.

Tra le letture, oltre a “Il Giornale” ci sono stati due libri, uno cartaceo e l’altro in formato elettronico…!!!

Quello cartaceo è “L’invenzione della poesia – Le lezioni americane” di Jorge Luis Borges che ho preso giorni fa dalla nostra Augusta Biblioteca Cittadina.

Il libro in versione elettronica è, invece, “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust.

Credo che il libro in se non abbia bisogno di presentazione, vero???

Mi limiterò a dire, o meglio a ridire in quanto mi pare di averlo già detto in una qualche altra “Storia di Libri” apparsa tra queste pagine, che è un ebook da me acquistato, in versione integrale, ed al costo della proverbiale “ciocca di Carnevale”, alcuni mesi fa su Bol.it.

Ebbene…

Ieri, avendo portato con me, come faccio sempre o quasi, il tablet, ho deciso di ricominciare a leggerlo.

L’avevo già iniziato ma avendone interrotta la lettura da troppo tempo e non ricordando più la vicenda ieri sono ripartito daccapo…!!!

Ebbene…

Oltre all’indiscutibile bravura, ma che dico bravura, di più MOLTO di più (!!!), dell’Autore nel primo capitolo ho ritrovato alcuni “richiami” ad altre opere lette più o meno di recente…!!!

Si tratta di richiami sia diretti che indiretti…!!!

Quelli diretti sono quelli che, più nettamente, hanno riportato alla mia mente opere lette in precedenza.

Per farvi un esempio vi è un brano del primo capitolo in cui il protagonista parla di quando,  da bambino, i suoi genitori lo mandavano a letto presto in occasione di una qualche visita da parte di amici o conoscenti.

Parlando della scala che doveva salire per raggiungere la propria stanza da letto il protagonista usa una frase che mi ha riportato alla mente il modo in cui Dante Alighieri nella sua “Divina Commedia“, mi pare nell’Inferno ma controllerò (!!!), parla del proprio esilio…

Ricordate lo spezzone che parla della fatica a salire “l’altrui scale” e di quanto sappia di sale “lo pane altrui“???

Ecco…!!!

Proprio questo, in particolare la parte del salire l’altrui scale mi è tornato in mente quando l’Autore descrive il temporaneo esilio del protagonista da bambino.

Quanto invece agli “echi indiretti” c’è un brano in particolare in cui Proust parla di un altro dei protagonisti del suo Capolavoro: Swann…!!!

Swann, o meglio il giovane Swann, o anche, com’è chiamato nel libro “Swann figlio”, è il figlio di un agente di cambio.

Fin qui nulla di strano…!!!

Il fatto è che, descrivendo l’atteggiamento delle prozie del protagonista, “l’Esiliato” di prima, parla di loro come di donne che tendevano a inquadrare la gente in una sorta di “caste chiuse” in base all’estrazione familiare.

Per intenderci il figlio di un agente di cambio non avrebbe mai, e dico MAI (!!!), secondo la loro mentalità, che credo fosse comunque la mentalità del tempo (e non solo di QUEL tempo!!!), potuto ambire a frequentare ambienti che non fossero quelli più “consoni” all’estrazione sociale.

Volendo però far capire al lettore l’astrusità di questo modo di pensare e volendo alludere a quanto invece Swann figlio si fosse elevato di rango, per così dire, ne descrivi gli arrivi a casa del protagonista, come di arrivi nei quali si capiva che fosse lui solo dalla voce, almeno inizialmente, in quanto, per la scarsa illuminazione del giardino, i volti degli ospiti, e di Swann in particolare, rimanevano per lungo tempo in ombra…!!!

Ebbene…

Questa mentalità “settaria” mi ha riportato alla mente uno dei racconti inseriti ne “La scoperta di Milano” del Grandissimisssssimisssssssssssimo Giovannino Guareschi, racconto nel quale lui descrive la difficoltà per un ragazzo di emergere nella propria cittadina in quanto la gente del posto tende “lo conosceva troppo” e quindi non ammetteva che il ragazzo che era solito tagliarsi i capelli dal proprio stesso barbiere potesse, che ne so (!!!), diventare uno scrittore famoso per dire…!!!

Come vedete il mio commento di prima sulla non limitatezza temporale di quel tipo di mentalità che tende ad inquadrare la gente “per caste chiuse” non era casuale…!!!

E’ proprio vero che un libro è una fonte continua di scoperte…

Di scoperte e di rimandi…!!!

Bene…!!!

Ed anche per questa nostra “Storia di Libri” siamo ormai giunti al termine…

Non prima però che io abbia potuto ringraziare tutte e tutti della pazienza e della cortesissima attenzione che come sempre avete voluto dedicarmi e prima che vi abbia potuto dare l’arrivederci alla nostra prossima “Storiella da Blog”…!!! ^_____^

Sempre qui tra queste pagine…

E sempre che a voi continui a far piacere seguirmi e leggermi…!!!

Per ora vi saluto augurandovi uno splendido pomeriggio, una altrettanto splendida serata, una serena notte ed uno strepitoso martedì…!!! ^_________^

Buona lettura, come sempre, a tutti voi carissimisssssssssssimissssssssssssimissssssssimi amici miei…!!! ^___________^

Riccardo



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