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El mismo sol: genesi di un tormentone estivo

Creato il 24 giugno 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

El mismo sol si avvia a diventare il grande tormentone estivo 2015. Ma perchè è così affascinante?

Il mese di giugno porta con sè tante cose. La sessione esami degli universitari, la maturità, il caldo e… i tormentoni estivi. Colonna sonora, voluta o non voluta, di milioni di italiani, a giugno il tormentone comincia a palesarsi con prepotenza sempre maggiore, mettendo ben in chiaro che sì, tutti saranno costretti ad ascoltarlo per tutta l’estate. Difficile sfuggire. Casa, negozi, bagnasciuga, locali,… lui ci sarà.

Spiaggia

Photo credit: Loperon / Foter / CC BY-ND

Il rapporto italiano vs. tormentone estivo è complesso: all’inizio la canzone è anche apprezzata, in alcuni casi è effettivamente carina ed permette di sognare spiagge infinite e viaggi on the road quando magari si è ancora bloccati in ufficio o all’università. Dopo qualche settimana, però, l’amore si trasforma spesso in odio viscerale, quando lo zapping tra i canali, il giro per i locali o una passeggiata in spiaggia portano inevitabilmente ad ascoltarlo per una buona fetta delle proprie ore di veglia.
Negli anni pari, dominati da Europei o Mondiali di calcio, il tormentone estivo assume spesso una valenza sportiva. È il caso di Waka Waka di Shakira e di Waving flag di K’naan per i Mondiali del Sud Africa (2010). A volte, come nel caso dei brani appena citati, il successo è assoluto e la canzone viene ricordata anche negli anni a venire (forse solo le vuvuzelas godono di una maggiore connessione con i Mondiali 2010 rispetto a Waka Waka); in altri, come è avvenuto con Endless Summer di Oceana (canzone ufficiale degli Europei 2012), finito il torneo il brano finisce velocemente nel dimenticatoio.
Quest’anno, però, non ci sono nè Mondiali nè Europei a influenzare la Top 10. Giugno sta volgendo al termine e, come al solito, ha presentato una manciata di canzoni che, con ogni probabilità, tra qualche anno la faranno da padrone nelle compilation Estate 2015. Tra tutte, una spicca: El mismo sol. Sarà il brano di Alvaro Soler a legarsi ai ricordi (e alle nevrosi) che gli italiani assoceranno per sempre all’estate appena iniziata?

El mismo sol: lingua e ritmo

Lo spagnolo, si sa, attrae molti con il suo suono malleabile e latineggiante. La sua stagione è però, senza ombra di dubbio, l’estate. È impossibile pensare ad un agosto cocente che non sia stato dominato da almeno una canzone cantata in spagnolo. Si tratta di una lingua che evoca inevitabilmente le vacanze, che si pensi a Ibiza, Barcellona o alla costa del nord. La sua somiglianza all’italiano, inoltre, gioca a favore del concetto stesso di tormentone estivo: un italiano non capirà alla perfezione il testo, non afferrerà le connessioni semantiche tra il primo e il secondo verso, però riuscirà probabilmente a comprendere, nel caso del brano di Soler, sol, amor, mano a mano, mundo, vamos, celebramos. Sono queste le parole importanti, quelle che rendono ancora più granitica la connessione tra la canzone e l’estate, o meglio, l’idea di estate che si forma nella mente dell’ascoltatore. Sono tanti i successi che hanno sfruttato la stessa convenienza della lingua spagnola. Un esempio recente è la versione originale di Bailando, di Enrique Iglesias, mentre se si vuole tornare indietro nel tempo impossibile non pensare a Vamos a la playa, del duo torinese Righeira, canzone cardine dell’estate del 1983 e considerata da molti esperti il primo vero e proprio tormentone estivo, tanto che la nascita del termine viene fatta spesso risalire proprio a quell’anno.
Il fascino e la presa che El mismo sol ha sugli italiani, però, non si basa solo sulla lingua. Il ritmo ballabile è la colonna portante della canzone. “Ballabile” non vuol dire assolutamente “brano da discoteca”, anzi: nella maggior parte dei casi il tormentone estivo è più fluido ed evita di essere incasellato in un solo ambiente, la discoteca, che gli impedirebbe di esplodere davvero. El mismo sol è una canzone perfetta anche e soprattutto per seguirne il ritmo ovunque ci si trovi e proprio per questo è adatta a svariati ambienti, dalla spiaggia al bar.

El mismo sol: il video e lo stile

Il video di El mismo sol merita una menzione particolare. È affascinante, intrigante e stimolante. Al centro c’è, senza dubbio, il tema del viaggio e in particolare del viaggio on the road (di cui abbiamo parlato qui). I panorami e le scene fanno leva su una serie di valori e principi caratteristici degli ultimi anni, quali ad esempio il rinato interesse per il viaggio d’avventura, che scavalca il resort di lusso nell’immaginario tipico dell’estate. Non ci sono file di ombrelloni ma pianure brulle, montagne e personaggi locali, probabilmente incontrati visitando qualche paesino sperduto. Non si parte in aereo ma in motocicletta, alla ricerca di una parte di se stessi. Studiato è anche l’abbigliamento di Soler. Curato ma al contempo trasandato, si inserisce in quella che sembra essere la moda imperante degli ultimi mesi, tra revival vintage e correnti hipster. Un ambiente e uno stile che non potrebbero essere più lontani un altro tormentone diventato classico, Danza Kuduro di Don Omar e Lucenzo. In entrambi i casi l’obiettivo è stato raggiunto con successo.

Per El mismo sol, insomma, la strada verso la corona di tormentone estivo 2015 sembra essere spianata. Non resta che apprezzarla prima che la sua onnipresenza scateni crisi isteriche.

Tags:2015,alvaro soler,el mismo sol,estate,tormentone,tormentone estivo Next post

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