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Elephant

Creato il 28 agosto 2014 da Fabio Buccolini

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Iniziamo subito partendo con il mio giudizio riguardo al film: è un capolavoro assoluto e immortale, diretto da Gus Van Sant nel 2003, senza l’utilizzo di attori famosi, e chiaramente ispirato al massacro avvenuto alla Columbine High School, e grazie al quale ha vinto il premio per la miglior regia e la Palma d’oro al Festival di Cannes.
Racconta appunto di un apparentemente normale giorno di scuola, stravolto a un certo punto da 2 studenti armati che fanno una strage, uccidendo chiunque gli capiti a tiro…ma questa analisi è molto, molto riduttiva.
La tecnica registica con cui sono effettuate le riprese e la fotografia del film è a dir poco straordinaria, e ci racconta tutta la vicenda attraverso gli occhi soggettivi di alcuni ragazzi (John, Elias, Nathan, Michelle, ecc…), riprendendo a volte le stesse scene, ma vissute da una persona diversa, in modo diverso, con un’inquadratura diversa; in realtà non è del tutto esatto dire che la vicenda è strutturata su alcuni ragazzi, perché il film ci presenta, anche se in maniera un po’ meno approfondita, TUTTE, per intero, le persone che sono in quella scuola (e anche un paio di personaggi esterni), ognuno con la sua personalità e i suoi piccoli (o grandi, tutto è relativo) problemi, che però svaniscono nel nulla, poiché sono TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA MORTE, ed è questo il fulcro del film, il vero messaggio.
Non ci sono protagonisti, semplicemente ci sono una serie di esseri umani (alcuni, come già detto sopra, trattati in modo un po’ più approfondito), e questo è un grandissimo pregio, che lo avvicina alla vita reale, dando a ogni individuo la stessa importanza, ognuno unico nel suo genere, ognuno è un’unità a se stante, che sia un appassionato di fotografia, un ragazzo con un padre alcolizzato, una ragazza timida e emarginata, un gruppo di amiche affette da bulimia, o una coppia di ragazzi che un giorno, stanchi delle continue angherie subite dai compagni (e non aiutati da chi può farlo, tipo il preside) decidono di procurarsi armi da fuoco e bombe da Internet (chiara polemica riferita alla facilità con cui nella società americana chiunque si possa procurare un fucile o una pistola), entrano nella scuola e uccidono tutti, ed il titolo, appunto Elephant, fa riferimento proprio a questo, l’ipotetico elefante nella stanza, un grande problema che è sotto gli occhi di tutti, ma che nessuno sembra (o voglia) vedere.
I 2 ragazzi autori della strage (Alex ed Eric) non hanno più nulla da perdere, tanto che a un certo punto in una scena hanno un rapporto omosessuale sotto la doccia, ma ciò non ha più importanza, perchè, come detto da uno di loro, “Oggi si muore”, segno della loro evidente intenzione di non consegnarsi alla fine di tutto.
Ci dimentichiamo a volte, essendo nel mondo civilizzato e in cima alla catena alimentare, che i nostri problemi appaiono ridicoli confrontati con quelli di un’altra specie vivente o con individui della nostra stessa specie, ma situati nella parte “meno civilizzata” e più povera del mondo, ci dimentichiamo che la vita non è scontata, e può finire in un lampo, e che il dolore è parte di essa…per qualsiasi evento avverso si dice spesso: “Tanto a me non capiterà”, finchè il dolore non arriva…tutti uguali davanti al caso, tutti uguali davanti al caos, TUTTI UGUALI DAVANTI ALLA MORTE.
“On and on the rain will fall
Like tears from a star, like tears from a star
On and on the rain will say
How fragile we are, how fragile we are” Sting

EDOARDO ROMANELLA



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