In Olanda le votazioni per le elezioni europee si sono concluse. E non senza sorprese.
I risultati elettorali saranno divulgati solamente domenica sera, in modo da non creare alcuna influenza sulle votazioni che si devono ancora svolgere, come qui in Italia.
Per ora, si conoscono solamente i dati degli exit-poll. E che dati.
Solamente il 37% degli aventi diritto hanno votato in Olanda. Un numero che lascia allibiti se si considera che alle elezioni del 2012 avevano votato invece il 74,6% degli elettori. Quelle, però, erano elezioni nazionali e non europee.
Anche i risultati provvisori degli exit-poll hanno sorpreso.
Il partito euroscettico di Geert Wilders non solo non è al primo posto, ma nemmeno al secondo. Il Pvv sarebbe infatti solo al 12,7% delle preferenze, mentre i sondaggi pre-voto lo davano come primo partito.
E’ invece testa a testa tra i Cristiano-democratici del Cda e i liberali del D66: al Cda andrebbero 4 seggi, come al D66, mentre al PVV solo 3.
Sono buoni anche i risultati dei Versi che sono al 7,8%, mentre i radicali di sinistra sono al 10%.
Il PVV è un partito nato dalla scissione con il partito liberale del premier Mark Rutte. I suoi principali temi sono quelli dell’anti-islamismo e dell’anti-immigrazione, soprattutto extraoccidentale.
Durante la sua carriera politica, Wilders è riuscito, tramite l’alleanza con il partto liberale di Rutte, a tagliare la spesa pubblica per 18 miliardi di euro, innalzare l’età pensionabile da 65 a 66 anni e a ridurre il numero degli immigrati che possono entrare in Olanda. Ha anche proposto di vietare il burqa in tutta la nazione e ha prodotto un film, Fitna, di posizioni anti-islamiste e che criticava duramente gli islamisti moderati.
Anche in Gran Bretagna si sono concluse le votazioni europee e locali. Queste ultime stanno vedendo i voti già conteggiati in queste ore.
I risultati britannici rispettano i pronostici.
Secondo gli exit-poll, sembrerebbe che il partito Ukip, di Nigel Farage, sia in testa con il 27% delle preferenze. Il partito di Farage è stato più volte coinvolto in episodi di razzismo e violenze omofobe in queste ultime settimane e porta avanti una politica duramente indipendentista e anti-europeista.
Dopo l’Ukip si piazza il partito laburista, con il 26% dei voti e 22 seggi, numero uguale a quelli ottenuti da Ukip.
I Tories sarebbero al 22% e gli European Greens al 10%, mentre i Liberali democratici sono al quinto posto con il 9%.
In Gran Bretagna, solamente il 25% degli elettori è intenzionato a votare per influire sulle decisioni prese in Europa. Il 63% vorrebbe invece mantenere l’indipendenza e voteranno per definire il rapporto tra Gran Bretagna e il resto dell’Europa.
