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Elezioni in Canada: vincono i liberali

Creato il 20 ottobre 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online
Justin Trudeau.  Photocredit: Alex Guibord, wikipedia, uploaded by Impru20, CC BY 2,0

Justin Trudeau.
Photocredit: Alex Guibord, wikipedia, uploaded by Impru20, CC BY 2,0

Dopo più di due mesi di campagna elettorale a seguito della dissoluzione del Parlamento, oggi giungono i risultati delle elezioni generali del Canada, che vedono una vittoria del partito liberale di di Justin Trudeau.

Il partito liberale guadagna infatti ben 148 seggi rispetto alla precedente tornata elettorale, durante la quale ne aveva guadagnati soltanto 34. L’incremento giunge come un vero e proprio smacco nei confronti di Stephen Harper e del suo partito conservatore, che governava ininterrottamente dal 2006. Egli ha infatti perso ben sessanta seggi, mentre il partito democratico, suo principale antagonista di centro-sinistra, ne ha persi ben 51.

Come è tradizione nel nord America e non solo, i politici sono spesso figli d’arte: Justin Trudeau è infatti figlio di Elliott, che governò il Canada per quindici anni tra gli anni ’70 e gli ’80.

Harper ha ammesso la sconfitta dichiarando che “gli elettori non possono mai sbagliare” e ricordando quanto fosse un onore servire come Primo Ministro del paese. Si è anche assunto la responsabilità della sconfitta. Ad “avere ragione”, riprendendo le sue parole, sono stati il 68% dei Canadesi: questo pare il dato ultimo sull’affluenza.

Le reazioni su internet sono per la gran parte positive, non tanto per l’elezione di Trudeau in senso stretto, quanto piuttosto per la sconfitta di Harper, che da molti è stato osteggiato in quest’ultima campagna elettorale anche per un evidente calo di fiducia fisiologico dopo nove anni di governo. Si discosta dal coro quasi unanime la provincia dell’Alberta, che qualcuno a buon diritto ha soprannominato “il Texas del Canada” per via delle tendenze fortemente conservatrici dell’area.

Il programma promesso da Trudeau, tutto ovviamente ancora da mantenere, si articola su alcuni punti di forte progressismo e giustizia sociale, tra i quali campeggia la promessa di una lotta forte all’evasione, tagli alle tasse per la classe media, la modificazione di alcune norme introdotte a seguito della lotta al terrorismo e perfino la legalizzazione della marijuana e una discussione seria circa l’eutanasia.

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