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Errori nella nostra alimentazione

Creato il 02 novembre 2011 da Tswellness @tswellness

I principali difetti

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Latte Burro Uova

dell’alimentazione odierna

Ci danno sempre buoni consigli?

 

Cattive abitudini purtroppo molto diffuse

1.  carico glicemico: il consumo continuo di carboidrati raffinati (non integrali) e di zuccheri semplici è strettamente correlato con molte patologie tra cui obesità, diabete, iperinsulinemia e resistenza insulinica, ipertensione, malattie cardiovascolari, sindrome dell’ovaio policistico, acne, gotta ed alcune forme di tumore (colon, seno, prostata). Il problema non è solo l’assunzione consapevole di zucchero ma anche quella inconsapevole. Lo zucchero è infatti aggiunto in moltissimi prodotti confezionati. Eliminare il consumo di zucchero e sostituire i carboidrati raffinati con quelli integrali sarebbe un passo decisivo per migliorare la nostra salute.

2.  assunzione di acidi grassi: la demonizzazione eccessiva dei grassi ha comportato un ridotto consumo anche di grassi sani e uno orientamento verso cibi a basso contenuto di grassi ma con zuccheri aggiunti. Un bilanciato consumo di acidi grassi è invece essenziale per la salute umana, in particolare l’assunzione di acidi grassi omega 3 con proprietà anti-infiammatorie, neuro e cardio-protettive sono essenziali per la nostra salute. Molte della patologie degenerative e infiammatorie sembrano essere associate ad uno squilibrio tra omega 3 ed omega 6 con eccessiva assunzione di questi ultimi. Abbondare con il pesce e utilizzare 2 cucchiai al giorno di olio di semi di lino permettono di assicurarsi l’introito adeguato di omega 3. L’altro problema che riguarda i grassi è la massiccia introduzione nei cibi industriali di grassi idrogenati che non vengono metabolizzati dal nostro organismo  e hanno effetti devastanti sul metabolismo.

3.    errata distribuzione dei macronutrienti: la ridotta assunzione di verdure, legumi e proteine a discapito dei carboidrati ha variato la ripartizione dei macronutrienti. Le raccomandazioni in genere suggeriscono di limitare l’introito di grassi al 30%, mantenere le proteine al 15% ed aumentare i carboidrati al 55-60%. Questi valori non hanno nessun fondamento scientifico e si discostano molto da quelli che dovrebbero essere i valori di una dieta bilanciata nella quale le proteine dovrebbero coprire il 19-35% delle calorie totali, i carboidrati solo il 22-40% e il rimanente viene fornito dai grassi con alto contenuto di omega 3. Inoltre va sottolineato c’è una bella differenza tra il 45% di carboidrati forniti da zuccheri semplici o da verdure e carboidrati complessi integrali.

4.    scarso contenuto di micronutrienti: la raffinazione e produzione industriale dei cibi rende questi sostanzialmente privi delle concentrazioni di micronutrienti necessarie a garantire la salute. Nella preparazione dei carboidrati raffinati per esempio vengono eliminate quasi tutte le vitamine e i minerali. Secondo molti autori nel mondo occidentale viviamo in una condizione di carenza cronica di vitamine e minerali, carenza che non da una vera e propria avitaminosi ma che incide negativamente sul nostro metabolismo e sulla funzionalità enzimatica. Ecco il perchè è necessario integrare al giorno d’oggi con prodotti di alta qualità.

5.    scarsi contenuti di fibre: ai cibi raffinati viene ovviamente tolta la fibra che però ha un ruolo importante nel funzionamento dell’apparato gastrointestinale. La fibra solubile, di cui sono ricche frutta e verdura funge da tampone per l’assorbimento di zuccheri e grassi, riduce le LDL e aumenta le HDL mentre la fibra insolubile, che si trova prevalentemente nei cereali integrali serve ad ottimizzare il transito gastrointestinale e l’alvo.

6.    errato equilibrio acido-base: tutti i cibi dopo essere stati digeriti e metabolizzati rilasciano sostanze alcaline o acide nella circolazione sistemica. Oggi la maggior parte dei cibi alcalinizzanti o neutri (legumi, verdure, frutta, noci, semi, tuberi) sono spariti dalla nostra alimentazione per lasciare spazio a cibi acidificanti (carne, uova, latte, formaggi, sale). Questo comporta uno stato di acidosi cronica che incide sulla perdita di tessuto muscolare, sull’osteoporosi, sui calcoli renali, sull’ipertensione e sull’ insufficienza renale.

7.    errato equilibrio sodio-potassio: la dieta occidentale ha un contenuto di sodio molto più elevato del contenuto di potassio. Anche in questo caso la causa è la progressiva sostituzione di cibi ricchi di potassio con cibi poveri come i carboidrati raffinati, il latte e  formaggi e ovviamente l’introduzione del sale da tavola. Queste nuove abitudini hanno causato una riduzione del 400% del consumo di potassio e un pari aumento del sodio. Questa squilibrio sodio-potassio è stata correlato ad ipertensione, ictus, calcoli renali, osteoporosi, tumori gastrointestinali, asma e insonnia.

Queste nuove abitudini purtroppo molto diffuse hanno comportato una cronica disfunzione metabolica che coinvolge anche i mitocondri, le centrali energetiche del nostro organismo. Le carenze di micronutrienti (vitamine e minerali) causano veri e propri danni al DNA oltre ad una complessi perdita di efficienza delle reazioni enzimatiche.La vitamina D per esempio agisce come un regolatore della proliferazione cellulare e sembra proteggere contro molte forme di tumore tra cui il cancro del seno e della prostata. E’ errato vedere il cibo solo in termini di calorie (come viene fatto nella scienza dell’alimentazione classica). 

Purtroppo la maggior parte dei medici fatica a comprendere l’importanza dell’alimentazione nella salute dell’uomo (nel corso di laurea di medicina ancora oggi non si studia nemmeno 1 ora di nutrizione clinica)

Sembra quindi scientificamente poco serio continuare a dare suggerimenti generici sull’alimentazione quando essa potrebbe essere il primo livello di intervento per la prevenzione e la cura di molte malattie. Non si può più oggi suggerire semplicemente una nutrizione equilibrata quando la produzione stessa del cibo lo priva delle sostanze necessarie a promuovere la salute. Uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità sull’obesità infantile indica come in Italia 1 bambino su 3 tra gli 8 e i 9 anni sia sovrappeso o obeso. Questo significa che oltre 1 milione di bambini è destinato ad avere gravi problemi di salute a causa dell’alimentazione a cui sono stati esposti da genitori, scuola e spesso anche dai pediatri e medici in genere, troppe volte inconsapevolmente succubi delle incessanti pressioni pubblicitarie.

Nell’alimentazione dei bambini si continuano a sentire consigli infondati e non scientifici che spingono i genitori a nutrire i propri figli con latte, yogurt, formaggio, merendine, pasta, pane, etc. Questi ultimi inoltre saziano poco essendo privi di sostanze come la fibra che riempie lo stomaco e sono studiati appositamente per creare forme di dipendenza e stimolazione dei centri del piacere a livello cerebrale. In questo modo raggiungono l’obiettivo industrialmente molto utile che è quello di spingerci a mangiare sempre di più e sempre più spesso. Un esempio estremo di questa strategia commerciale sono i cosiddetti cibi light, studiati appositamente per illuderci che essendo light non ingrassano e che quindi se ne possono assumere di più. Infatti l’introduzione dei cibi light (per altro ricchi di zuccheri e dolcificanti) ha coinciso con un aumento dell’obesità e con un relativo maggior consumo di quelle particolari categorie di cibo rispetto alle versioni non light.

Per garantire la nostra salute nel futuro dobbiamo impossessarci del nostro passato. L’uomo moderno purtroppo mangia con il cervello ed i centri del piacere, non sazia il suo corpo ma i suoi desideri e ne paga le conseguenza in termini di malattie degenerative.

 Errori nella nostra alimentazione

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