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Essere Figli di un preservativo bucato

Creato il 28 marzo 2012 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco

Il tratto di Howard Cruse sembra dovere molto al grande Richard Crumb, e, dipanandosi nei quattro anni di gestazione di questa lunga storia, che hanno costretto l’autore a chiedere aiuto ed a venderne le tavole pur di non precipitare in una pesante crisi economica, possiamo apprezzarne in pieno l’evoluzione, la sua ricerca di un tratto sempre più espressivo e di vignette sempre più equilibrate e chiare.

Essere Figli di un preservativo bucato> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="368" width="279" alt="Essere Figli di un preservativo bucato >> LoSpazioBianco" class="alignright size-full wp-image-45695" />Protagonista della storia è Toland, che, adulto e pienamente consapevole della sua omosessualità, racconta la sua adolescenza in cui era incapace di ammettere la propria natura, deciso anzi a lottare contro di essa, convinto da una vita di preconcetti inculcati dalla società che questo suo essere se stesso fosse sbagliato. è la storia di come si scontri con la dura e razzista mentalità del suo paese, una cittadina nel sud degli Stati Uniti intorno agli anni ’60, in cui gli uomini di colore erano poco più che animali, ed essere omosessuali era una offesa a Dio. è questo il quadro dei ricordi di Toland, che ci racconta gli anni più intensi della sua vita, il suo essere sballottato dagli eventi senza riuscire a capire la sua strada e senza la forza di trovarla, senza sembrare mai veramente convinto di quello che fa, quasi a cercare qualcosa di non meglio identificato. Rimasto orfano dei genitori, il narratore ben presto abbandona la casa della sorella e del marito, perfetto esempio del “maschio bianco razzista” del paese, un ambiente soffocante che, pero’, è solamente un ritratto in piccolo di quello che gli offre la città. La nuova vita nella casa degli amici Riley e Mavis gli permette di conoscere molte persone e frequentare ambienti nei quali la sua inespressa sessualità diventa un costante tormento, ed al contempo di scontarsi con il crescente razzismo del posto dove è nato, un odio profondo che finisce per unire la gente di colore e gli omosessuali, accomunati dal loro tentativo, frustrante e disperato, di farsi accettare per quel che sono. Partecipa alle manifestazioni assieme ad una moltitudine di persone che appaiono, a lui ed al lettore, più vere e umane delle altre, della giunta comunale, dei poliziotti, dei ragazzi fautori della “America bianca”, in un racconto che raggiunge picchi di coralità bellissimi e intensi.

Essere Figli di un preservativo bucato> LoSpazioBianco" />> LoSpazioBianco" height="369" width="271" alt="Essere Figli di un preservativo bucato >> LoSpazioBianco" class="alignleft size-full wp-image-45697" />Tutti questi incontri cambieranno la visione del mondo di Toland, e lo porteranno passo passo ad accettarsi per quello che e’. In particolare le figure più importanti del libro sono probabilmente Ginger e Sammy: la ragazza sarà lo “strumento” con il quale Toland cercherà di cambiarsi, di costringersi ad essere etero, ma ancora più di questo sarà per lui un traino, con la sua vivacità e la sua forza. Con lei, per uno strano scherzo del destino, avrà una bambina che finirà in adozione, figlia di un omosessuale e di una aspirante cantante che vuole puntare tutto sulla carriera. Una figura molto umana, delusa da Toland, con la sensazione di essere stata usata, eppure capace di superare tutto.
Sammy Noone, omosessuale dichiarato e per questo isolato dalla proprio famiglia, è invece una persona alla continua ricerca del riscatto agli occhi del vecchio padre e della società. La sua parabola, brillante e luminosa, la sua ricerca di amore, terminerà con il suo drammatico omicidio, impiccato per l’unica colpa di non essere etero. Uno degli episodi più drammatici del volume, ed uno dei ricordi più forti tra quelli raccontati dal narratore, sviluppato in tavole claustrofobiche e vortiginose.

Oltre ai personaggi principali ed al messaggio che attraversa tutto il volume, Figlio di un preservativo bucato colpisce anche per i suoi comprimari, per le loro storie ed i loro sogni in nascere, o oramai spenti; dalla vecchia Mabel, pianista del Rhambus, con i suoi ricordi di una intera vita di resistenza, ad Anna Dellyne ed alla sua carriera di cantante abbandonata per sposare un pastore, alla sorella di Toland, Melanie, con i suoi progetti di vita “normale” e serena ed il suo pragmatismo velato di triste rassegnazione. Persone e quadri che arricchiscono la storia e la lettura, donando a tutto quanto una tridimensionalità aiutata da disegni che, pure nella loro vaga deformità, sembrano uscire dalla pagina.

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E’ doloroso, finita questa lettura così intensa, trovarsi a pensare che, per quanto questi siano episodi di fantasia, siano così plausibili da poter essere parte di una autobiografia (ed in effetti alcuni sono tratti da fatti accaduti realmente). è allarmante pensare che l’odio non è un brutto ricordo del passato, che il razzismo non è scomparso in quella che, quasi per contrasto, chiamiamo civiltà. Figlio di un preservativo bucato è uno di quei volumi che meriterebbero di superare, più o prima di altri, i confini delle fumetterie per approdare in libreria, al fianco di storie come Maus; meriterebbe di essere letto al di là del ristretto circolo di appassionati, perché i messaggi che offre, ed il modo in cui li offre, sono talmente importanti che non vanno mai dati per scontati, mai dimenticati, mai abbandonati.

Abbiamo parlato di:
Figlio di un preservativo bucato
Howard Cruse
Magic Press – 2012 (2a ed.)
216 pagine, brossurato, bianco e nero – 15,00€
ISBN: 9788877595089

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