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Eternit, stop processo bis: rinvio alla Consulta per incostituzionalità

Creato il 24 luglio 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Il gup di Torino Federica Bompieri, chiamata a pronunciarsi sul rinvio a giudizio del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, proprietario di Eternit, ha sollevato la questione di costituzionalità e rinviato tutto alla Consulta.

Il secondo atto della battaglia legale che vede contrapposte le famiglie delle centinaia di vittime dell'amianto e il magnate svizzero proprietario di Eternit Stephan Schmidheiny, unico imputato, giunge ad una battuta d'arresto sin dalle primissime fasi del dibattimento. Fallito a causa della prescrizione il primo tentativo di inchiodare l'imprenditore alle sue responsabilità per il disastro ambientale doloso provocato dalle attività della sua azienda, i pubblici inisteri di Torino Gianfranco Colace e Raffaele Guariniello hanno formulato una nuova accusa, questa volta per l'omicidio volontario di 258 persone (diventate 352 con l'aggiornamento odierno dei capi d'accusa). Nella data di oggi era previsto che il Giudice di Udienza Preliminare Federica Bompieri si esprimesse in merito al rinvio a giudizio dell'imputato, ma a sorpresa il gup stesso ha accolto la richiesta presentata dai legali dello svizzero e sollevato la questione di costituzionalità per il principio del "ne bis in diem", sancito dalla legge italiana, secondo cui una persona non può essere giudicata due volte per lo stesso fatto.

Dopo quella dell'assoluzione per prescrizione, questa è l'ennesima tegola per i famigliari delle vittime, che da anni lottano invano per il riconoscimento dei risarcimenti dovuti. I numeri parlano di danni all'ambiente incalcolabili (specie per quanto riguarda la qualità dell'aria), esorbitanti costi di bonifica di cui devono farsi carico i comuni che hanno ospitato gli stabilimenti (tra gli altri quelli piemontesi di Casale Monferrato e Cavagnolo), centinaia di persone (ex lavoratori, loro famigliari, semplici abitanti dei paesi sede di fabbriche Eternit) morte o affette da mesotelioma pleurico, un tumore che non lascia scampo. Si stima che il picco di decessi per malattie asbesto correlate sarà raggiunto solo nel 2020.

Le speranze di vedere puniti i crimini commessi e che sia fatta finalmente giustizia sono ridotte al lumicino "Anche per oggi la buffonata è finita" ha commentato a caldo il marito di una vittima di Casale Monferrato. "Adesso ci vorranno anni soltanto perchè possa riprendere l'udienza preliminare. La legge è uguale per tutti, sì, ma per tutti i poveri. Per i signori è diverso ".

Eternit, stop processo bis: rinvio alla Consulta incostituzionalità

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