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Eugenio Müntz, Lucca – Le Mura

Da Paolorossi

Alle meraviglie dell'arte, ai trionfi della civiltà, fanno degno riscontro le bellezze della natura. Se non mi fu dato spingermi sino ai famosi bagni di Lucca, descritti così bene da Michele Montaigne che vi dimorò a lungo, poi celebrati da Heine nei suoi Reisebilder, scelti finalmente quale ritiro da un artista dilettante eminente, il conte di Nieuwerkerke, che lasciò dei ricordi cosi fecondi quale sovraintendente de' nostri musei: potei almeno indovinare da lungi, dall'alto dei bastioni, tutta la leggiadria del luogo e contemplare il fiero profilo delle montagne che si ergono al fondo, quasi senza interposizione di colline. Sui baluardi impiantati dal 1544 al 1650, i ricordi storici si uniscono alle bellezze pittoresche. L'astronomo Lalande, che visitò Lucca verso la fine del secolo scorso, v'ammirò

"le piantagioni dei grandi alberi che formano delle amene passeggiate intorno alla città e che si possono percorrere a piedi o in vettura come il boulevard di Parigi. Scorgendo da lungi la città, aggiunge Lalande, sembra vedere un bosco d'alti alberi in mezzo a cui s'innalzi un campanile".

Sebbene composte con mattoni, queste fortificazioni, che da tanto tempo non hanno più udito il rombo del cannone, si profilano con fierezza tanto sulla pianura, come sul fondo delle montagne, e sulle arcate imponenti dell'acquedotto. Le loro spaziose strade dì ronda ( Baluardi di San Regolo), oggi sono trasformate in passeggiate ornate di panche di marmo e di bellissimi alberi - castagni, acacie, platani, ecc. - Al fondo dal lato della campagna, un magnifico parco. Dei soldati in giubba, calzoni e uose bianche fanno i loro esercizi comandati da un caporale, mentre un tenente dai guanti bianchi li guarda, comodamente seduto sul pendìo, fumando la sigaretta. Nel fossato scorre un po' d'acqua fangosa in cui dei monelli pescano colla rete.

Presso la via Buiamonti, passa sotto i bastioni un ruscello che fa andare un molino. Da questa parte le case sono più vecchie e povere; i tetti disuguali e guasti dalle intemperie. I giardini pure sono più incolti. Innanzi alla Porta Santa Maria, si stende un piccolo sobborgo di meschina apparenza. Altrove l'occhio non scorge che delle praterie e delle terre coltivate che formano attorno ai bastioni una fascia verdeggiante, cosicché l'aria è tutt' impregnata dai profumi dei campi. Per andare lentamente da Porta San Pietro, posta presso al Duomo, sino a Porta Santa Maria, ci si mette un'ora.

Il viaggiatore però non rimpiangerà il tempo impiegatovi. Noi prendiamo congedo da Lucca riportandone un'ottima impressione: l'antica città toscana c'insegna meglio di ciascuna delle sue rivali, come si possa conciliare il progresso col rispetto al passato, unire i godimenti della natura e quelli dell'arte, vivere contemporaneamente una vita contemplativa ed una vita attiva, cioè

"vedere e ovrare",

come dice Dante.
[...]

( Eugenio Müntz, brano tratto da "Firenze e la Toscana", Fratelli Treves Editori, 1899 )

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