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Eutanasia artistica – Blu cancella i suoi murales a Berlino

Da Chiara Lorenzetti

L’artista e le sue opere. Da sempre si dibatte se un’opera, una volta finita, sia ancora di proprietà artistica del suo autore o diventi di proprietà dei fruitori.
Si sente ripetere spesso che una volta scritta, una poesia ad esempio, si distacca dal suo poeta per sempre.

Così non deve aver pensato Blu ( qui il suo meraviglioso blog! )

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Tra il 2007 e il 2008, sui muri di  Cuvrystraße a Berlino, l’artista Blu ha disegnato due grandi murales  Brothers e Chain

 Brothers e Chain_Blu

Brothers e Chain_Blu

Il quartiere in cui sorgono ospita una comunità di artisti, intellettuali e senza tetto, Cuvrybrache, ed era  assurto a manifesto di ribellione e lotta contro il capitalismo.
Di questi giorni è invece la differente destinazione d’uso della zona, con il progetto della costruzione di 250 appartamenti, un Kindergarten, un supermercato e una terrazza affacciata sul fiume.

Blu, non potendo attendere la distruzione dei suoi murales, ha così deciso, in una notte, di ridipingerli di nero. Una forma di protesta, la tutela della propria opera, l’eutanasia dell’artista di fronte al progresso.

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Un’opera d’arte quindi resta propria per sempre? Non viene donata alla comunità?

Chiara


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