F1: Gp d’Australia, la caduta degli Dei

Creato il 17 marzo 2014 da Simo785

a cura di Marius

Pronostici confermati, a metà. Domina la Mercedes, come previsto, ma il grande favorito Lewis Hamilton al giro 4 si dirige già sotto la doccia e nel corso del giro successivo lo raggiunge anche sua maestà Sebastian Vettel. Problemi di motore sia per Vettel che per Hamilton. Clamoroso.

Inizia con questi due botti il campionato del mondo numero 65 di Formula 1.

Resta il dubbio che nelle qualifiche di sabato Rosberg abbia perso per pochissimi secondi, beccandosi la bandiera a scacchi, la possibilità di fare il vero giro veloce e si sia dovuto accontentare del terzo tempo, infatti al semaforo verde ha bruciato tutti in un lampo mettendo metri tra la sua stella d’argento e gli altri.

Ventinove anni dopo il padre Kekè, Nico Rosberg trionfa a Melbourne con una gara perfetta, la Mercedes di oggi sembra la Red Bull di un anno fa, Rosberg la conosce bene e sa gestirla al meglio. Non ci sono problemi di consumo né di gomme, il tedesco guadagna costantemente ad ogni giro su tutto il resto della truppa.

Grandi sorprese appena dietro.

La Red Bull, che sembrava agonizzante solo dieci giorni fa nei test, risorge in gara con l’australiano Ricciardo, autore di una bellissima gara e meritatamente secondo ma la felicità viene “strozzata” qualche ora dopo per la prima squalifica eccellente di questo mondiale. Ieri La Red Bull ha percorso più strada di quanta ne aveva messa insieme in tutti i test pre-campionato.

Ma l’impresa è di un altro figlio d’arte, Kevin Magnussen, prima gara in Formula 1 e primo podio. Il danese e Jenson Button portano la McLaren ai piani alti, dove merita la storia della squadra, che poi sia la seconda piazza causa squalifica di Ricciardo poco importa, la prestazione e’ stata da sogno.

Bel piazzamento anche per un’altra scuderia storica, la Williams con lo scatenato e anche un po’ pasticcione Valtteri Bottas, buon quinto alla fine ma poteva fare di più senza l’errore contro le barriere. Avrebbe potuto far molto bene anche Felipe Massa se non fosse stato centrato ed eliminato dal kamikaze Kobayashi dopo trecento metri di gara.

Ah già, e la Ferrari?

Assolutamente anonima.

Alonso è partito quinto e quinto è giunto al traguardo (poi quarto grazie alla nota squalifica) con oltre mezzo minuto di ritardo da Rosberg.

Raikkonen ha chiuso ottavo (poi settimo) con qualche spunto di velocità ma ha ancora molto da lavorare per conoscere la vettura. A Maranello non si può essere certo soddisfatti di questo risultato. L’affidabilità c’è ma manca tanta velocità, al momento si lotta con Force India e Tori Rosso.

Inizio poco felice per i tifosi della Rossa.

La Red Bull ha recuperato affidabilità e velocità in dieci giorni, la Ferrari è rimasta dove era, il tutto è poco incoraggiante.

Il lato positivo è che tutti devono studiare bene i dati della gara per capire dove poter migliorare e sviluppare le vetture quindi la mole di lavoro che attende le scuderia è enorme. Chi saprà percorrere la strada giusta e più redditizia?

Di certo la Mercedes sembra ad oggi imbattibile, ma la complessità dei motori turbocompressori associati ai sistemi di recupero di energia darà luogo ad altre sorprese come quelle dei primi cinque giri di ieri.


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