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Fabio volo

Creato il 04 settembre 2011 da Hope
FABIO VOLOFabio Volo,pseudonimo di Fabio Bonetti (Calcinate, 23 giugno1972), è uno scrittore, attore, conduttore radiofonico, televisivo e doppiatoreitaliano.Dopo le scuole medie, alcuni lavori saltuari, tra cui il panettiere nella forneria del padre, il batterista ed una fulminea carriera di cantante (una manciata di singoli dance cantati in lingua italiana, incisi tra il 1994 e il 1995 per l'etichetta bresciana Media Records, uno dei quali intitolato Volo, da cui deriva il cognome d'arte), nel 1996 diventa uno dei nuovi personaggi di punta a Radio Capital, creatura di Claudio Cecchetto. Dal novembre 1998 conduce tre edizioni del programma Le Iene su Italia 1, accanto a Simona Ventura eAndrea Pellizzari. Nel 2001 e 2002 conduce Ca' Volo e Il coyote su MTV, e Smetto quando voglio e Lo spaccanoci su Italia 1. Nell'aprile del 2006 ritorna su MTV con Italo-Spagnolo, trasmesso da un attico che si affaccia su una Rambla di Barcellona. Il bis si ha nel 2007: sempre su MTV, questa volta in diretta da Parigi (Panoramique du Funicolaire a Montmartre) con Italo-Francese. Nel 2008 è nuovamente su MTV con Italo-Americano - Homeless edition, dove, accompagnato su e giù dall'inseparabile amico Ivo, analizza la realtà socio-culturale degli Stati Uniti d'America paragonandola col suo paese di origine.Nel 2000 inizia l'avventura con Il volo del mattino su Radio Deejay (che dura ancora oggi con Paolino Rossato in regia) e pubblica il suo primo libro, Esco a fare due passi, che vende oltre 300.000 copie.
Del 2003 è il secondo libro È una vita che ti aspetto, uno dei best-seller dell'anno.
FABIO VOLO..."Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie per la felicità?
La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. Le tue paure, le tue ansie
sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti.
Sei bloccato. Ti ricordi quella frase di Oscar Wilde?
Diceva che vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più...."
Fabio Volo, da "E' una Vita che ti Aspetto"
FABIO VOLO
 Dello stesso anno, è il suo debutto teatrale, ne "Il mare è tornato tranquillo", pièce scritta e diretta da Silvano Agosti, con musiche di Ennio Morricone. Nell'autunno dello stesso anno ha condotto su Italia 1 la trasmissione di seconda serata Smetto quando voglio. Nel 2005 esce il film La febbre, sempre di D'Alatri. Nel 2006 viene pubblicato il suo terzo libro Un posto nel mondo.Nel 2007 è al cinema con Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi di Giovanni Veronesi e Uno su due di Eugenio Cappuccio, con cui collabora alla sceneggiatura e di nuovo su MTV Italia con Italo-Francese, talk-show serale trasmesso da Parigi
FABIO VOLO Il 27 novembre 2007 è uscito il suo quarto libro dal titolo
Il giorno in più
Che narra la storia di Giacomo , uno che non si è mai fatto troppe domande , che ha sempre vissuto rimanendo sempre in superficie , le cui giornate si assomigliano sempre tutte . Un giorno , però , incontra sul tram una sconosciuta, Michela  , e se la ritrova davanti giorno dopo giorno , per mesi , senza aver mai il coraggio di avvicinarla , nonostante quello diventi l'appuntamento più importante delle sue giornate.Ma un giorno lei fa il primo passo e lo invita a prendere un caffè , Giacomo scopre che presto partirà per andare a vivere a New York.
Per la prima volta lui decide di mettersi in gioco , anche a costo di mettersi in ridicolo e mesi dopo la raggiungerà a New York , con la scusa di una vacanza . Tra i due inizierà un gioco , incredibile e coinvolgente , che improvvisamente sarà interrotto , e che li porterà  fino ad un punto di non ritorno , insegnando a Giacomo la differenza tra vivere e sopravvivere.
..." Quella sera io e la mia ragazza siamo andati a cena . Michela mi ha portato al Lucky Strike , sulla Grand Street. Abbiamo parlato del gioco e del fatto che forse avevamo bisogno di regole . Sempre prendendo tutto con leggerezza e ironia ne abbiamo pensate alcune : In questi giorni ognuno di noi promette di fare quello che si sente .
Tutto ciò che si vive va condiviso , perchè appartiene a tutti e due .
Quando si fa una cosa e all'altro non piace bisogna dirlo subito. Niente strategie . Liberi.
Vietato dire ..Per sempre.. .Il per sempre è un'illusione . Troppo comodo , noi siamo l'adesso.
Vietato trattenere un sentimento , o censurarsi: comunque vada , tra nove giorni ci lasciamo.
Vietato dire come si è , dobbiamo scoprirlo vivendo.... " 
FABIO VOLOIl suo ultimo libro Il tempo che vorrei, è uscito il 24 novembre2009. Al suo attivo anche alcune raccolte in cd ed episodiche collaborazioni con importanti quotidiani e riviste italiani (soprattutto in veste di intervistatore).
Nel 2010 è il vincitore della sesta edizione del "Premio Letterario la Tore Isola d'Elba" un premio all'ingegno e all'eccellenza, già conferito tra gli altri a Stella, Faletti, Camilleri e Vitali: gli è stato assegnato la sera del 21 agosto, in una gremitissima Marciana Marina.
 Trama :
Lorenzo è nato in una famiglia povera di "quella povertà di chi può fingere di non esserlo" figlio unico di una madre impeccabile e di un padre troppo preso dai conti da far quadrare per essere presente, a 13 anni smette di studiare per andare a lavorare nel bar di famiglia mettendo la sua adolescenza in mano a quelle umiliazioni che chi nasce povero deve sopportare. Lorenzo avanza nella vita a testa bassa, finché non incontra Riccardo, che gli insegna l’amore per la lettura e per la musica, facendogli scoprire nuovi mondi e infondendogli quel coraggio che lo porterà a riprendersi il suo tempo cambiando lavoro. Coraggio che si può trovare solo guardandosi intorno, girando gli occhi, uscendo dal guscio: Riccardo è come se mettesse un dito sotto al mento di Lorenzo e gli tirasse su la sua testa mostrandogli tutto quello che si era perso. Ma la vita è strana e così Lorenzo andrà a lavorare per un’agenzia di recupero crediti ritrovandosi davanti a storie estremamente simili alla sua, quando, inaspettatamente, Enrico, un pubblicitario, fiutando il suo innato talento, gli offre un lavoro. E’ da qui che parte la vera ascesa di Lorenzo, un’ascesa pesante perché soffocata dai sensi di colpa nei confronti di un padre che si sente abbandonato e che lui sente di aver abbandonato: e non importa l’aiuto economico che è in grado di dargli, lui sente di aver voltato le spalle alla sua vita e alla sua famiglia, a volte, anche ai suoi valori. Lorenzo crede di non saper amare e proprio per questa convinzione che perde la donna che ha amato di più nella sua vita, "lei che mi ha lasciato e tra un mese e mezzo si sposa", la fa scivolare via riuscendo solo a dire "hai ragione ti capisco". E che rivuole, ora che forse è troppo tardi.
..."Ho commesso il peggiore dei peccati
   che possa commettere un uomo .
   Non sono stato felice .
  Jorge Luis Borges   "  
..."Sono figlio di un padre mai nato . L'ho capito osservando la sua vita . Da che ho memoria non ricordo di aver mai visto il piacere nei suoi occhi : poche soddisfazioni, forse nessuna gioia . Questo mi ha sempre impedito di godere pienamente della mia , di vita ...Amo mio padre. Lo amo con tutto me stesso. Amo quest’uomo quest’ uomo che quando ero piccolo non sapeva mai quanti anni avevo. Amo quest’uomo che ancora oggi non riesce ad abbracciarmi a dirmi "Ti voglio bene". In questo siamo uguali. Ho imparato da lui. Neanche io riesco a farlo"

Ringraziamo Claudia di Finale Ligure  per averci inviata questa recensione


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