Facebook è la vita o la vita è Facebook? E tu, da che parte stai?

Creato il 18 giugno 2014 da Chiara Lorenzetti

Questa mattina, aprendo Facebook, ho trovato nella mia home un post singolare di un mio contatto virtuale.
Dopo aver tolto l’immagine del suo avatar, dice di volersi cancellare  dal social perché il marito non si è accorto che lei lo ha tolto dalla lista degli amici.
Non sono qui a giudicare la persona, che non conosco personalmente, non so nulla della sua vita se non quello letto nelle sue righe.
Ma rifletto sul fatto.
Sull’importanza che Facebook, uno tra i social più usati nel mondo, ha sulla nostra vita e relazioni sociali.

Vi confesso che dopo l’omicidio di Motta Visconti, sono stata a vedere i profili della vittima e dell’assassino, come se da lì, dai loro volti e dalle loro parole, mi fosse permesso di comprendere oltre quel dramma.
Vi confesso che ho scritto anche io nelle bacheche di due amici, appena appresa la loro dipartita, messaggi di cordoglio, come se ancora avessero potuto sentirmi ( proprio oggi ho deciso di cancellarli dagli amici, come è giusto che sia, anche se le loro bacheche sono ancora attive).
Vi confesso che in certe situazioni ho tentato di capire comportamenti reali di amici attraverso le loro esternazioni sui loro profili.

Ma in una relazione vera, non userei mai il silenzio verbale affidando ad un social network le mie incomprensioni. Io sono per le parole, non per le intuizioni.

Questo però pare essere la meta verso cui si tende. Facebook più importante delle parole stesse, il verbale annullato per il non detto, il sottinteso. Il virtuale come scappatoia dal concreto e dalle responsabilità.

E voi?
Che vita fate con i social?
Quanto conta la rotella del mouse che scorre nelle home per entrare di soppiatto nelle vite, volutamente aperte, degli altri?

Chiara 



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