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Decisamente e fottutissimamente caldo. È una delle tante notti inutili e il mondiale è appena finito, cosa guarderò adesso? Il sonno non sembra voler prendermi, sento le gambe appiccicate dal sudore, anche la schiena non se la passa molto bene. Ronzio sfuggente di una zanzara, almeno lei può volare. Sono sveglio, sì, e ho voglia di scrivere.
Potrei pa(r)tire da te che sei la genesi di questo blog, chissà… ma no, è passato troppo tempo e il ricordo si fa vivo solo quando per strada incrocio qualcuno col tuo profumo che probabilmente adesso non porterai più.
Dalla strada, ma quanto è lontana la strada da casa mia!, arriva un rumore sordo, sono macchine che vanno, sarebbe bello sapere dove, ognuna con una direzione e dentro le note di una canzone. Cerco un po’ di musica nei miei documenti, concilia il sonno dicono, dicono. Niente, le ho già sentite tutte queste canzoni, le so a memoria.
Adesso mi affaccerò un attimo per vedere se c’è qualcosa di diverso, mi basterebbe anche un particolare, chessò: il vaso del mio vicino di sotto rovesciato, una persona che cammina nel viale. Tutto immobile, incollato da questo caldo. Ho visto un gatto però. Gli ho fatto tss tss e di scatto ha rivolto la testa verso di me. Ci siamo fissati per un po’. Che sguardo triste hanno i gatti (che sguardo triste hanno gli uomini, penserà lui), sono sicuro che se fra 5 minuti io tornassi alla finestra lui sarà ancora lì col muso all’insù. Lo faccio: dove c’era il felino non resta che il vuoto gradino di marmo grigio. Se ne è andato come le macchine nella strada. La zanzare invece sembra volermi bene, lei non se ne andrà. Mi sono sempre chiesto come sia possibile che un essere così piccolo riesca a vivere. Anche lei sentirà questo cazzo di caldo? Anche lei sentirà?
Sono in vena stasera. Forza! Fatevi sotto fantasmi del presente, non ho paura di te Laurea! E tu, tu Lavoro maledetto che te ne stai nell’angolino credi di spaventarmi? Tsk. Non ho paura della crisi e nemmeno del riscaldamento globale, la legge sulle intercettazioni mi fa una pippa e del petrolio in America me ne strabatto l’anima! Eccheccazzo.
Mmm, vabbè. Tenterò di dormire, intanto le macchine, i gatti e le zanzare ritorneranno anche domani. Insieme ai fantasmi, purtroppo.
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