“Quello di Federanziani è uno studio molto importante perché mostra il potenziale di pericolo delle reazioni avverse e della non gestione” così il direttore generale dell’AIFA Guido Rasi (si veda il video) ha commentato la presentazione dello studio di Federanziani sulle conseguenze delle reazioni avverse ai farmaci in Italia. Lo studio, elaborato dal centro studi SIC Sanità in Cifre di Federanziani, e presentato ieri dal presidente Roberto Messina, ha compiuto una scrupolosa indagine in materia, passando al setaccio 95 studi pubblicati negli Usa. I ricercatori di SIC hanno comparato i numeri americani sia demografici che economici con la popolazione e i costi sanitari italiani, facendo emergere un quadro spaventoso. In Italia sarebbero circa 40.000 morti l’anno, 1.752.000 le giornate di degenza legate alle ADRs, 3,4 mln le visite in pronto soccorso, con stratosferico numero di accessi di 23.000.000 di prestazioni medico-sanitarie non necessarie, e come ciliegina sulla torta 630.000 giorni di prolungamento del tempo di degenza che potevano essere evitati, che portano, sempre secondo il rapporto demografia e costi tra Italia e America, ad una stima di 10 miliardi di euro di costo in più alla collettività. Questi i dati relativi all’Italia, Paese in cui non è mai stato realizzato alcuno studio approfondito in materia. I dati, se confermati da una futura ed auspicabile ricerca da eseguire da commissioni e uffici competenti, non potranno che avere, secondo gli esperti di SIC, un indice di scostamento del +/- 20% rispetto ai dati Usa. “Lo studio si rifà a una realtà americana non assimilabile per fortuna alla nostra – prosegue il direttore generale dell’AIFA – noi abbiamo una rete di medicina del territorio che sicuramente porta a numeri inferiori a quelli; e soprattutto consente a iniziative come la vostra, soprattutto se sarà agganciata a una rete di farmacovigilanza italiana, che è una delle più efficenti, di portare a quella potenza totale del network che è il presupposto perché questi numeri calino in fretta”. Numeri che tuttavia restano ancora da definire, al di là delle possibili stime, con un lavoro da parte delle istituzioni che ancora manca. Ciò che più preoccupa il centro studi di Federanziani è il fatto che le ADRs rappresentano la quarta causa di morte negli Usa. Ma per la domanda su quale sia la situazione Italia non è ancora disponibile alcuna risposta ufficiale in mancanza di studi approfonditi in materia.
Tabella I
Utilizzazione delle risorse per la salute e costi connessi alla morbidità e mortalità causate da problemi farmaco-correlati negli Stati Uniti comparate con la popolazione italiana.
Numero di eventi Costo (x 1000) in dollari popolazione USA popolazione Italia Numero di eventi Italia Costo x 1000 (in Dollaro) Costo x 1000 (in Euro)
visite mediche 115.654.949 7.459.744 300.000.000 60.000.000 23.130.990 1.491.949 1.027.186,07
farmaci aggiunti 76.347.604 1.933.121 300.000.000 60.000.000 15.269.521 386.624 266.185,23
visite in pronto soccorso 17.053.602 5.320.723 300.000.000 60.000.000 3.410.720 1.064.145 732.643,17
ricoveri ospedalieri 8.761.861 47.445.477 300.000.000 60.000.000 1.752.372 9.489.095 6.532.195,84
Prolungamento tempo di degenza 3.149.675 14.398.644 300.000.000 60.000.000 629.935 2.879.729 1.982.375,96
Morti 198.815 0 300.000.000 60.000.000 39.763 0 0
Totale 76.577.71 15.311.542 10.540.586,27
Infine, considerando che in Francia, Germania e Gran Bretagna fra il 1961 ed il 1993 sono stati ritirati dal commercio per ragioni di sicurezza 126 farmaci, l’87% dei quali a causa di gravi reazioni avverse, il centro studi SIC di FederAnziani non ha trovato riscontri significativi su ritiri dal commercio per ragioni di “sicurezza” in Italia, come hanno fatto gli altri. FederAnziani, a seguito di questo scioccante studio, ha proposto all’AIFA di poter ottenere un modulo, preparato dall’Agenzia del Farmaco, da poter far compilare a tutti i suoi iscritti segnalando così eventuali reazioni avverse, poiché per pigrizia, mancanza di tempo e volontà, le segnalazioni che pervengono tramite farmacie, medici, ospedali e asl alla competente Commissione di farmacovigilanza sono al di sotto delle soglie accettabili. “Purtroppo – spiega il presidente di Federanziani Roberto Messina – non possiamo non rimboccarci le maniche facendo un lavoro che non ci compete, ma essere uccisi dalla superficialità e dalla leggerezza con cui si affrontano questi problemi è inaccettabile. Inoltre essere privati di prestazioni che non ci vengono erogate per problemi di bilancio o non poter accedere ai farmaci sempre a causa di problemi di bilancio, non ci sta più bene”. Il presidente ha concluso che “dieci miliardi di euro in reazioni avverse ai farmaci rappresentano circa il 10% dei fondi stanziati in sanità, e quelle 40.000 morti “bianche” dovrebbero far vergognare chi non tenta di evitarle”.