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Fatso Jetson/ The Yawning man/ Killer Boogie @Sinister Noise, Roma, 23.02.2015

Creato il 26 febbraio 2015 da Cicciorusso

Fatso_Jetson“Secondo me, sò mejo dei Black Rainbows”, fa Stefano alla fine del concerto dei Killer Boogie, riferendosi al gruppo principale di Gabriele Fiori, cantante e chitarrista del trio, dove ritroviamo un’altra vecchia conoscenza del locale sulla Ostiense come Luigi Costanzo dei The Wisdoom alla batteria. Io non saprei. Sono molto più diretti e pestoni, un’esasperazione di quella vena Mc5 che stava diventando sempre più presente negli stessi Black Rainbows, dai quali mi aspetto a questo punto un nuovo album più psichedelico. Eseguono quasi tutto il debutto Detroit e la gente si diverte e scapoccia. A proposito di gente, ce n’è parecchia. Il doppio della volta scorsa, tre anni fa, sempre al Sinister. Era comunque una serata difficile da perdere per gli amanti del deserto, dato che, prima dello show dei Fatso Jetson, Mario Lalli si farà anche un set con gli Yawning Man, che scrissero alcune delle prime e più influenti pagine della storia della musica per fattoni moderna. Perché nel deserto della California vagano ancora i fantasmi degli anni ’60, di band che suonavano per quattro o cinque ore di seguito di fronte a un pubblico che nel frattempo vedeva rinoceronti viola in tutù. Purtroppo la legge non consente la vendita nelle farmacie di Lsd monopolio dello Stato e testato dall’Aifa ma è un bel viaggio lo stesso. Rock Formations è sempre la colonna sonora perfetta per tutti i road movie che non sono stati mai girati. Anche i pezzi più dilatati e psichedelici vengono suonati con aggressività torrenziale, con un effetto straniante. In chiusura il classicone Catamaran, reso celebre da una cover dei Kyuss.

Il fatto che il pubblico stoner stia aumentando ha svariati risvolti positivi. Tra i principali c’è il fatto che Lalli si sente nelle condizioni di far diventare gli Yawning Man una band, beh, normale, che va in tour e fa dischi. Tra i collaterali c’è una presenza di donne molto maggiore del solito, come ai Paperhead una settimana prima. Ci sono turiste tedesche e americane, una delle quali parlottando con le amiche strepita I am naughty! I am naughty! Magari il Sinister è finito su qualche guida Usa. Sarebbe pure giusto. Insomma, lo stoner è diventato un genere gnocca-friendly e questa è una cosa molto bella e importante, soprattutto se di solito si frequentano concerti death e black. I Fatso Jetson si esibiscono in tre, uno in meno dell’altra volta, e la buttano quindi sui pezzi più secchi e tirati del repertorio, con una furia e una pesantezza inedite, stoogesiane. Spendono tantissimo sul palco. Marione nostro, con il cappellino alla Tom Waits che sottolinea il suo carisma da bluesman vecchio stile, suda come un pazzo e urla il testo di Orgy Porgy come se fossero le sue ultime parole sulla terra. Sò cambiati, sento dire a un tizio vicino a me. Sicuramente non li avevo mai sentiti così intensi e incazzati. Domani la sveglia è prima dell’alba, quindi accetto il passaggio di Stefano e mi perdo gli ultimi pezzi. Ma con un sorriso cretino ancora sulle labbra.



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