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Fazio dice sì a Sanremo e sogna Saviano e Jovanotti (Il Messaggero)

Creato il 20 settembre 2013 da Nicoladki @NicolaRaiano
Fazio dice sì a Sanremo e sogna Saviano e Jovanotti (Il Messaggero) Dice Fabio Fazio: «A Sanremo non si può dire di no». Eppure ci ha messo un bel po' di tempo prima di sciogliere le riserve. Naturale prudenza, che bilancia un dichiarato senso di dipendenza festivaliera: «E' la cosa più popolare e divertente che ci sia in tv» proclama. E la dipendenza (le statistiche hanno il loro peso) lo fa diventare il terzo maestro di cerimonie sanremesi dopo i leggendari Pippo Baudo e Mike Bongiorno.
Fabio, alla sua età Pippo ne aveva fatti solo tre di Sanremo: rischia di batterlo. «Ma io sono dell'idea che il Festival debba cambiare spesso timoniere per sorprendere il pubblico».
Intanto lo rifà: non ha paura di bruciarsi dopo il successo della scorsa edizione? «Non si può sempre stare a fare calcoli da triplo salto mortale. Fare il lavoro che faccio è già una grande fortuna E poi, se la Rai chiede di rifarlo, non bisogna essere egoisti».
Neppure masochisti. Vuol dire che ha già un'idea su come muoversi. «Faremo quello che nessuno si aspetta: cioè seguire lo schema dell'anno scorso, magari con più leggerezza. Possiamo far peggio, in quel caso ci inchineremmo al nostro festival precedente».
Anche Luciana Littizzetto condivide il fatto che al Festival non si può dire di no e ha detto subito di sì? «Subito sì non lo dice nessuno. Ma con Luciana condividiamo lo stesso atteggiamento. Poi, ragazzi, far Sanremo non è andare alla guerra. E' un programma molto vecchio, che confina con il popolare e con il trash. Ma la tv è cambiata, oggi ci sono mille linguaggi. Ci vorrà un cast lontano dallo stereotipo, anche se questa è una categoria dai addetti ai lavori. Per me il Festival va preso come l'Expo di Parigi, dove tutti vanno a mettersi in mostra. Ma chi verrà dovrà venire felice di esserci e non da terrorizzato».
Si dice che ci potrebbe arrivare Lorenzo Jovanotti, del resto lo aveva già avuto nel 2000. «Gliel'ho proposto dopo aver visto la meraviglia del suo spettacolo negli stadi. Sarebbe stato un gran regalo. Ma ha altri progetti».
Preferisce starsene in America. «Non so se da qui a febbraio cambierà idea. Lo spero, ha una gran carica positiva, una formidabile intensità che lo fa essere incredibilmente in sintonia con il Paese. Come è stato la colonna sonora di quest'estate, mi piacerebbe che fosse la colonna sonora del prossimo Festival».
E Fiorello? «Non ne so nulla, ma attorno a Sanremo, si sa, nei mesi di preparazione girano nomi di qualsiasi genere».
Con Saviano vi siete scambiati tweet che lasciano supporre. Lui ha scritto: "Brindo alle cose che faremo". Lei ha risposto: "Anzi, a quelle che abbiamo già in mente di fare". Si riferiva al Festival? «Sarebbe bellissimo vederlo su quel palco. Vedremo».
Certo, non sarà una passeggiata, quest'anno c'è anche la lunga di Che tempo che fa alla domenica, che parte proprio dopodomani. «Chiuderemo un'ora più tardi perché non c'è Report che va di lunedì. Certo, ci sarà più lavoro ma la squadra è allenata e mi sento in un periodo felice della mia vita».
Intervista di Marco Molendini per "Il Messaggero"

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