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Fecondazione in vitro: graffiare la mucosa dell’utero aumenta probabilità di rimanere incinta

Creato il 04 novembre 2014 da Conservazionecordoneombelicale @SorgenteSalute

È quanto emerge da un nuovo studio scientifico portato avanti  da medici e ricercatori dell’Universita’ di Ankara (Turchia), e presentato durante l’incontro dell’American Society for Reproductive Medicine ad Honululu. Le donne che, a causa di problemi di infertilità di coppia decidono di sottoporsi alla fecondazione in vitro, potrebbero assistere ad un aumento significativo della possibilità di ottenere una gravidanza grazie ad una tecnica che prevede di eseguire dei graffi sulla mucosa dell’utero.

Conservazione cordone ombelicale - Guida
Di: Redazione

La fecondazione in vitro è una tecnica di laboratorio attraverso la quale è possibile ottenere una gravidanza fecondando, dall’esterno dell’utero, un ovulo con uno spermatozoo: conosciuta anche come FIVET, questo tipo di fecondazione assistita è una delle più richieste al giorno d’oggi in molti paesi, soprattutto per fare fronte ai problemi di infertilità maschile che possono rendere problematico ottenere una gravidanza in maniera naturale.

Secondo una nuova ricerca dell’Università di Ankara (in Turchia), sembrerebbe proprio che, grazie ad una specifica tecnica che consiste nel graffiare le mucose dell’utero, sia possibile aumentare le probabilità che la donna rimanga incinta dopo una fecondazione in vitro.

La tecnica viene chiamata “scratch endometriale”, e consiste nell’uso di una sorta di piccolo catetere per mezzo del quale si effettuano dei graffi sul rivestimento dell’utero: in questo modo, almeno secondo quanto è dichiarato dai medici che hanno portato avanti lo studio, sarà possibile dare all’embrione una maggiore probabilità di annidarsi nei solchi, anche grazie alla maggiore viscosità del grembo, ottenuta proprio per mezzo dei graffi e del rilascio di ormoni.

I risultati della ricerca che ha coinvolto 114 donne di età inferiore ai 40 anni, sono piuttosto incoraggianti: infatti, il 38% delle donne in questione ha ottenuto una gravidanza dopo essersi sottoposta a questa tecnica prima della fecondazione in vitro, ma è ancora presto per offrire questo metodo ed estenderlo a tutte le donne che si rivolgono alla procreazione medicalmente assistita per rimanere incinte.


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