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Ferriera di Servola, stop ad Arvedi: si farà un bando pubblico

Creato il 24 gennaio 2014 da Cremonademocratica @paolozignani

Niente contratto d’affitto, come desiderava il gruppo Arvedi, che aveva manifestato interesse da mesi per la Ferriera di Servola. La proprietà, in amministrazione controllata, procederà con un bando pubblico. Occorrerà infatti un acquirente, non un affittuario. Solo così i consistenti fondi che serviranno alla bonifica potranno accompagnarsi a una conduzione sicura dello stabilimento, garantendo anche i posti di lavoro.

http://ilpiccolo.gelocal.it/cronaca/2014/01/23/news/ferriera-si-riparte-da-zero-nessuna-data-per-il-bando-1.8519572

 

Ferriera, si riparte da zero Nessuna data per il bando

Tramontata l’ipotesi del contratto d’affitto, prima di avviare la gara deve essere sottoscritto l’accordo di programma.

Ferriera di Servola, stop ad Arvedi: si farà un bando pubblico

Posta una pietra tombale sull’ipotesi di affitto ad Arvedi, il gruppo interessato all’acquisizione di Servola, la costruzione del futuro della Ferriera riparte da una “road map” tracciata sì, ma in un calendario che a oggi non riporta date precise. Né potrebbe: tanti i nodi ancora da sciogliere e i passaggi da attuare, compresa un’integrazione al programma di cessione degli stabilimenti Lucchini che, presentato il 9 settembre scorso dal commissario straordinario Piero Nardi al ministero e autorizzato il 6 novembre, prevedeva allora l’ipotesi di affitto dello stabilimento sulla base della manifestazione d’interesse già presentata da Cremona e solo in seguito la vendita «sempre attraverso procedura pubblica», precisa il segretario generale di Lucchini Amministrazione Straordinaria Francesco Semino.

Di certo per ora c’è la scansione dei passaggi, definita ieri nell’incontro che la presidente della Regione Debora Serracchiani ha avuto al ministero dello Sviluppo economico, alla presenza dello stesso Nardi: prima andrà sottoscritto l’Accordo di programma, e in base a quel documento il commissario straordinario di Lucchini spa Piero Nardi predisporrà il bando di evidenza pubblica per la cessione dello stabilimento di Servola. «Abbiamo convenuto definitivamente sull’iter da seguire e tutti i soggetti si sono impegnati a stringere i tempi per la chiusura della procedura», afferma Serracchiani. Prudenzialmente la governatrice non cita quella del 31 gennaio, seppure ribadita nei giorni scorsi, quale data ultima per la firma dell’Accordo su cui da mesi si lavora. «Abbiamo concordato sui tempi dell’Accordo che sottoscriveremo a breve, precisando che il documento riguarderà gli impegni che si assumono le istituzioni, a garanzia della continuità dell’attività industriale e del risanamento ambientale». In ogni caso «l’Accordo prelude alla formazione, stesura e pubblicazione del bando di evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto che rileverà il sito, sulla base di un piano industriale che dovrà garantire» appunto ambiente e lavoro, ribadisce la governatrice. Ieri peraltro Nardi ha assicurato che «la cokeria non chiuderà». Quanto ai lavori sull’altoforno, contro la cui fermata i sindacati hanno alzato le barricate, «non sono rinviabili – riferisce Serracchiani – ma non pregiudicano la continuazione dell’attività produttiva». Tanto che dal commissario è giunto l’impegno a continuare ad approvvigionarsi di carbone anche durante l’intervento in partenza a febbraio.

Fin qui la strada, ma i tempi per il bando? Semino non fornisce date: «Cerchiamo di metterci nella condizione di fare il bando subito dopo l’Accordo», si limita a dire. Aggiungendo, sulla soluzione della vendita diretta di Servola: «Va apprezzato il fatto che si arriva in tempi più rapidi a certezze, perché comunque l’affitto ad Arvedi non imponeva l’obbligo di comprare», né ci sarebbe stata prelazione. La svolta verso la vendita diretta, dice Semino, è stata accelerata dal recente pronunciamento del Gse sulla risoluzione del contratto Cip6 che vincolava centrale Elettra e Lucchini, ok condizionato però al subentro di un acquirente. Con un premio regressivo: più tempo passa prima della vendita, meno soldi si prendono. I sindacati, intanto, lanciano (come si legge qui sotto) l’ennesimo allarme: «Il nostro obiettivo è quello di mettere la Ferriera nelle condizioni di essere operativa fino alla vendita», le parole di Semino.

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