Festival Economia di Trento: il momento di Roberto Saviano

Creato il 03 giugno 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

attribution: Daniele Mosna

Al Festival dell’Economia di Trento non sarebbe stato possibile raccontare la realtà attuale così efficacemente senza l’intervento di Roberto Saviano. Stando a quanto racconta lo scrittore l’intero sistema economico mondiale sarebbe permeato da un mondo parallelo, quello dell’economia criminale alimentata dal narcotraffico.

Il guadagno migliore con la coca lo si fa con la distribuzione e non con la produzione, che utilizza tecniche primitive. Si tratta di un bene facile mene commerciabile poiché la coca la usano tutti, potenzialmente tutti coloro che ti stanno intorno potrebbero utilizzarla, il 5% della popolazione ne fa uso. Il centro del narcotraffico mondiale è il Messico: le organizzazioni messicane si sono sviluppate su finanziamento su modello delle organizzazioni italiane. È un mondo pieno di aneddoti significativi, storie di persone che con le decisioni prese nel mercato del narcotraffico in cui l’oro bianco circola tramite potenti broker internazionali e insospettabili complici. I narcos sudamericani sono amanti della spettacolarizzazione della brutalità. Non sono rari i casi di mani mozzate e teste tagliate per essere sostituite, sul cadavere, da teste di maiale. A volta queste esecuzioni sono pubblicate  su internet. Il Messico si sta assuefacendo al narcotraffico e alla violenza tanto che i media locali hanno deciso di non parlare del narcotraffico e i narcos ammazzano tra le sette e le otto e mezza per costringerli a raccontare le loro gesta nei telegiornali della sera.

E non è solo un mondo di crudeltà e efferatezza, ma anche un mondo di numeri, i numeri del fatturato mondiale del narcotraffico, circa 300 miliardi di dollari, soldi che secondo Saviano si stanno comprando la Grecia, la Galizia, gestiscono gli appalti per l’edilizia e le licenze per la ristorazione a Roma. Il problema dei problemi è il fatto che solo il narcotraffico  è in grado di far affluire i capitali nel mondo la dove servono. Il 97,4% dei soldi ricavati dal narcotraffico viene riciclato nelle banche americane ed europee. “New York e Londra sono le due più grandi lavanderie di denaro sporco” dice lo scrittore. Da sola Wachovia banca del gruppo Wells Fargo ha riciclato più di 300 miliardi di dollari nel 2009, in piena crisi di liquidità del sistema finanziario. Non è l’unica banca, di esempi ce ne sono tanti. Anche HBSC  ha riciclato come accertato da una commissione d’inchiesta del senato americano. A questo aggiungiamo il fatto che le  mafie hanno strutture sul territorio e godono di asimmetrie informative a proprio favore per cui riescono a investire il denaro con un tempismo invidiato dali operatori di Wall Street e della City.

attribution: Daniele Mosna.

Quello che più ferisce Saviano, che vive sotto scorta, è l’indifferenza della politica italiana di fronte a questo fenomeno. “Le organizzazioni criminali non sono state citate in Italia durante la campagna elettorale, mentre  gli Stati Uniti le hanno inserite nell’elenco delle minacce alla propria democrazia”. “ Solo apparentemente si sa come opera la mafia”. Nel Nord Italia non c’è la consapevolezza delle attività mafiose e in queste regioni le imprese disperate spesso ricorrono al capitale del narcotraffico. Un capitale comodo perché permette di rimanere al comando della propria azienda formalmente, mentre di fatto si è debitori verso un sistema oppressivo ed infinitamente potente che di fatto ti porta via quello che credevi di aver salvato. Quando un’azienda entra in crisi i commercialisti sono i primi a sapere chi è in crisi, e sono i primi che i malavitosi cercano per diventare i soci occulti delle aziende in difficoltà, di cui poi percepiscono gli utili. “La prima cosa che chiederei a Letta è che provi il governo italiano ad utilizzare quello che è stato il Patrioct Act negli Stati Uniti, forme creative e nuove per riprenderci il denaro del riciclaggio”

Saviano poi lancia un messaggio di speranza: “Ridare priorità a questi temi può salvarci”.

Articolo di Francesco Boccardo


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