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Fiabe lette e benedette

Da Rossellagrenci

FIABE LETTE E BENEDETTE

Vi riporto una parte dell’intervento del poeta per bambini BRUNO TOGNOLINI che così scrive per presentare un cofanetto di audiofiabe: Si conta e si racconta.

Le fiabe dette bene e benedette Un ragionamento sulla controversia fra lettura ad alta voce e audiolibri, partendo dal cofanetto “Si conta e si racconta” di Nadia Malverti

La lettura di storie ai propri figli (o alunni, o altri piccoli ascoltatori) aggiunge all’esperienza narrativa l’ingrediente primario della comunicazione affettiva, viva e presente. Quell’unica e insostituibile persona riveste la sua unica e irripetibile emanazione coi colori e le forme rutilanti della storia che la sua voce offre: la storia diventerà tre volte più forte. Ma per altri versi l’adulto che legge non è un attore, un regista, un musicista, non può offrire la varietà di toni e timbri, musiche e suoni che una narrazione professionale su supporto audio, quando è ben fatta, garantisce.
Non solo: mentre, ascoltando una storia letta dal genitore, il bambino starà probabilmente attento e immobile, ascoltando una fiaba narrata da un apparecchio è più probabile che se ne distolga e giochi. Seduto per terra e circondato dai suoi giocattoli-attori, potrà accompagnare e arricchire la fiaba con la “messa in scena” di eventi giocosi, più o meno coerenti con la narrazione che ascolta, ma che comunque l’arricchiscono con un’eco creativa personale, con la storia parallela che le sue mani vanno costruendo in tempo reale.
Capra e cavoli
Qualcosa cambia anche per l’adulto che offre la narrazione nelle due modalità. Come cucinare e fare i piatti costa fatica, mentre al ristorante si è serviti di tutto punto, così accendere l’apparecchio e caricare una fiaba per i propri bambini è fuor di dubbio meno faticoso che leggergliela personalmente. Ma non bisogna scordare che quella che per noi è fatica può diventare dono, atto d’affetto e cura, che moltiplica e magnifica la ricchezza della fiaba. Insomma, esattamente come mangiare in casa o al ristorante, leggere storie ai propri bambini ad alta voce o accendere un audiolibro in uno stereo non sono né devono essere modalità alternative, esclusive o peggio sostitutive una dell’altra, ma possono essere integrate ed equilibrate.
La lettura di storie ai propri figli (o alunni, o altri piccoli ascoltatori) aggiunge all’esperienzanarrativa l’ingrediente primario della comunicazione affettiva, viva e presente. Quell’unica einsostituibile persona riveste la sua unica e irripetibile emanazione coi colori e le forme rutilantidella storia che la sua voce offre: la storia diventerà tre volte più forte. Ma per altri versi l’adultoche legge non è un attore, un regista, un musicista, non può offrire la varietà di toni e timbri,musiche e suoni che una narrazione professionale su supporto audio, quando è ben fatta, garantisce. Non solo: mentre, ascoltando una storia letta dal genitore, il bambino starà probabilmente attento eimmobile, ascoltando una fiaba narrata da un apparecchio è più probabile che se ne distolga egiochi. Seduto per terra e circondato dai suoi giocattoli-attori, potrà accompagnare e arricchire lafiaba con la “messa in scena” di eventi giocosi, più o meno coerenti con la narrazione che ascolta,ma che comunque l’arricchiscono con un’eco creativa personale, con la storia parallela che le suemani vanno costruendo in tempo reale.Capra e cavoliQualcosa cambia anche per l’adulto che offre la narrazione nelle due modalità. Come cucinare efare i piatti costa fatica, mentre al ristorante si è serviti di tutto punto, così accendere l’apparecchioe caricare una fiaba per i propri bambini è fuor di dubbio meno faticoso che leggerglielapersonalmente. Ma non bisogna scordare che quella che per noi è fatica può diventare dono, attod’affetto e cura, che moltiplica e magnifica la ricchezza della fiaba. Insomma, esattamente come mangiare in casa o al ristorante, leggere storie ai propri bambini ad altavoce o accendere un audiolibro in uno stereo non sono né devono essere modalità alternative ,esclusive o peggio sostitutive una dell’altra, ma possono essere integrate ed equilibrate.

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