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Fichi d’india, sapori antichi quasi dimenticati

Creato il 24 settembre 2013 da Annasimone @ecospiragli

Nel mio paesello d’origine, arroccato sopra una collina, il fico d’India deve aver trovato un terreno ideale: è ovunque! In questo periodo i frutti stanno maturando, e i tocchi di arancione e rosso che contrastano con il blu del cielo e il verde del resto della vegetazione non passano inosservati. E’ buffo, durante il resto dell’anno hanno una presenza discreta, a tratti inesistente, invece, ora calpestano il palcoscenico naturale con un ottimo ruolo da protagonisti!

fichi d'india

“Fico d’India”, sarà una pianta importata dall’India, mi sono detta qualche tempo fa. Macché, ah l’ignoranza: brutta cosa! E’ originaria del Messico e molto probabilmente fu Cristoforo Colombo a renderla popolare nel caro Vecchio Continente quando rientrò a Lisbona convinto di aver gettato l’ancora nelle Indie. Certo che dovevano essere ricche di fascino queste spedizioni, con viaggi interminabili, scoperte incredibili e rientri in patria, se si riusciva a tornare, con quante più prove possibili di quello che c’era dall’altra parte dell’oceano. Ed erano tutte novità. 

Ad ogni modo il fico d’India mi piace perché è una pianta che ha “carattere”, è indipendente, suscita curiosità, è forte… e se ne sta lì per conto suo senza bisogno di dover chiedere niente. Se piove bene, altrimenti può farne a meno per un bel po’, come tutte le piante grasse! Per non parlare delle proprietà dei suoi frutti: un concentrato di minerali, soprattutto di calcio e di fosforo, oltre che di vitamina C. Possono essere mangiati freschi, oppure utilizzati per la produzione di succhi, liquori, marmellate, dolcificanti.., meriterebbero di essere rivalutati…

Anna Simone

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