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Film, The Grandmaster – Recensione

Creato il 16 ottobre 2013 da Molipier @pier78
Film, The Grandmaster – Recensione Davide Romano Davide Romano vedi altri articoli 16 ottobre 2013 14:22

La Trama

The GrandmasterIl film, spaziando nella narrazione fra il 1930 e 1960, racconta alcuni momenti salienti della vita di Yp Man, esperto di Win Chun e maestro del compianto Bruce Lee, e del percorso tracciato dalla sua più grande passione: le arti marziali.

Impareggiabile nella lotta all’età di quarant’anni, Yp Man viene invitato a rappresentare a Foo Shan, la sua città natale,le arti marziali dello stile del Sud contro il il maestro Gong Yutian, famoso per aver unificato diversi stili ed emblema delle scuole del Nord.

Questo incontro darà il via a una storia di tradizione e amore verso le arti marziali, in una Cina in continuo cambiamento a causa della mutevole situazione politica e della dominazione giapponese.

La Recensione

Il film è un appassionato tributo, artistico e concettuale, al mondo del Kung Fu e a ciò che esso rappresentava (e rappresenta tutt’oggi) per la cultura della Cina del tempo, con una strizzata d’occhio nelle scene d’azione alle produzioni di genere “Made USA”,caratterizzate dall’esagerata forza cinetica dei colpi (non a caso infatti a dirigere le scene di combattimento abbiamo Yuen Wo Ping, gi‡ coreografo in Matrix e Kill Bill).

Ma diversamente da quanto accade nei Kung-Fu movies a cui siamo abituati, dove azione e spettacolarità dominano incontrastate, Wong Kar-Way cerca di raccontare una storia, fatta di emozioni e di relazioni, dove le arti marziali sono il fulcro e la chiave di lettura delle azioni dei personaggi, più che il pretesto per catalizzare l’attenzione dello spettatore. In fondo, il regista, già autore del sentimentalissimo “A mood for love”, ama giocare con le immagini statiche e con i primi piani, per aumentare lo spessore emotivo dei suoi interpreti: in The Grandmaster non troviamo larghe inquadrature volte a glorificare l’azione, troviamo invece l’attenzione al dettaglio, come la goccia che cade, o il fuoco che arde, catalizzatori visivi delle emozioni, delle storie e delle passioni dei vari personaggi, elargiti in giuste misure e con la giusta lentezza (aiutati anche dal tradizionale “Slo-mo” delle opere di genere), con l’obiettivo di far assaporare allo spettatore ogni singolo momento.

La produzione, pur non avendo budget hollywoodiani, ci regala scorci di una Cina in crescente decadenza: si passa da ampie e grigie strade sotto la pioggia battente (qualcuno ha detto Neo Vs Agente Smith in Matrix?), a interni decorati
secondo la moda dell’epoca, claustrofobici ma allo stesso tempo evocativi, ai classici paesaggi innevati, che tuttavia non rubano mai la scena agli attori, in ogni momento, i veri centri di gravit‡ della narrazione. In particolare Yp man/Tony Leung (Indimenticabile in Hard Boiled di Jonh Woo) dà prova di destrezza nelle coreografie,nonché di una prova d’attore ineccepibile, caratterizzata da una particolarissima flemma propria del personaggio; ineccepibile anche Gong Er/Zhang Ziyi, che interpreta, non per la prima volta, una classicissima “donna di porcellana“, ruolo che in altri film famosi come “La tigre e il Dragone” e la “Foresta dei Pugnali Volanti” le è sempre riuscito particolarmente bene, sia per la sua eterea bellezza,sia per la innegabile abilità.

In conclusione, è bene fare una precisazione: chi desidera un film d’azione stile “The One” potrebbe rimanere deluso; come già detto, l’enfasi vien donata alla trama, e la scena è al servizio di essa.

Le parti di combattimento, seppur spettacolari, non sono molto numerose, ed è curata durante la ripresa più la fotografia che la dinamica dell’azione. Ciò genera quella caratteristica lentezza della narrazione che potrebbe strappare più di uno sbadiglio all’incauto spettatore. Ma ciò che rimane,superato lo scoglio della differenza fra The Grandmaster e gli altri Kung-fu movies, è un film struggente, intenso e con una profonda morale tradizionalista, volta a mostrarci il significato della relazione “Maestro-allievo” nel meraviglioso mondo delle arti marziali.

Nazione: Cina
Anno: 2013
Genere: Biografico
Durata: 130 minuti
Regia: Wong Kar-Wai
Cast: Tony Leung, Zhang Ziyi, Cung Le, Song Hye-kyo,Chang Chen,Wang Qingxiang, Zhang Jin

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