Magazine Salute e Benessere

Filosofia del 気 Ki

Creato il 25 gennaio 2012 da Sportnutrizione

Filosofia del 気 KiIl ki è la forza portante della vita, l’energia spirituale che ci scorre dentro dandoci la forza di essere quello che vogliamo. In oriente il termine Ki è legato alla filosofia, alla medicina tradizionale e alle arti marziali che, a differenza dell’occidente, non sono distinte e univoche ma sono profondamente intrecciate e consequenziali.

Non si può capire il significato della propria esistenza, aprendo la propria mente a una visione dell’universo superiore, se non si ha la conoscenza delle basi della vita. Non si può imparare a gestire l’esistenza altrui senza aver provato il dolore sulla propria pelle. Non si può combattere se non si ha un fine da perseguire ed una completa visione delle proprie energie spirituali. Questo, a grandi linee, è l’anello infinito che lega il Ki all’esistenza di tutti i giorni. E’ la forza che ha spinto grandi guerrieri a dedicare interi anni della propria vita alla meditazione, o che porta i pacifici monaci ad imparare la brutalità delle arti marziali.

Il grande Morihei Ueshiba scriveva: “Utilizzate il vostro corpo per generare le forme; utilizzate il vostro spirito per trascendere le forme; unificate il copro e lo spirito per attivare l’Arte della Pace.”

Nulla di più saggio per esprimere un concetto tanto difficile per la mente degli occidentali quanto basilare per i popoli orientali. Il Ki è un flusso continuo di energia che pervade ogni cosa, risalendo lentamente fino al centro dell’esistenza stessa. Nell’antichità era utilizzato per valutare la potenza degli eserciti, il futuro di una dinastia, la sorte di un individuo e il senso della vita. Mentre i popoli monoteisti basavano queste spiegazioni sul fantomatico disegno divino di qualche dio, gli orientali cercavano dentro il proprio “cuore” un motivo che ne giustificasse l’esistenza.

Letteralmente Ki potrebbe essere tradotto con “essenza vitale” o “spirito”, ovvero un impronta invisibile che distingue ogni forma del creato rendendola unica e priva di costrizioni di base. Ogni particella dell’universo è nata sapendo qual è la sua funzione e cosa deve fare per continuare ad evolversi, in tutto c’è una memoria ancestrale del proprio destino e tutto quello che un uomo deve fare è trovare la strada per riallacciarsi ad essa. Gli esseri umani hanno dimenticato il motivo della loro esistenza e devono impegnarsi per riscoprirla, conoscere sé stessi è la chiave per trovare la strada della felicità. Più si è in sintonia con il proprio Ki e maggiori saranno le possibilità di non gettare al vento la possibilità di dare un senso alla nostra vita.

Filosofia del 気 Ki
Per provare a capire quanto profondamente è legato il concetto del Ki alla filosofia giapponese basta provare a capire il significato dell’ideogramma che lo rappresenta. Il simbolo 気 non è altro che la stilizzazione del vapore che sale dal riso in cottura, un soffio vitale che nasce dalla radici della sopravvivenza. Nella tradizione giapponese il riso rappresenta la base della vita, la fonte di sostentamento necessaria a vedere una nuova alba, mentre il vapore non è altro che la rappresentazione cosmica dell’energia che lo permea, che fuoriesce simbolica per sostenere ogni cosa.

Il Ki è la forza vitale che permette l’esistenza di tutto quello che conosciamo, che ci attraversa e che ci permette di capire più di quanto le nostre bocche sanno spiegare.

Se dopo lunghe riflessioni, e ragionamenti profondi, qualcuno di voi riuscisse a comprendere la vastità di questo elemento astratto allora potrebbe comprendere perché i più grandi guerrieri della storia erano i samurai. Loro non avevano paura della morte, se necessario la ricercavano per comprenderla, non temevano il dolore perché lo conoscevano e lo dominavano. Non combattevano per la gloria, ma solo per fondersi con la natura del proprio avversario, non usavano la spada ma era la spada ad usare loro. A differenza dei nostri soldati che picchiavano e uccidevano seguendo la forza bruta i samurai attingevano al loro Ki per mettere in gioco la loro esistenza al fine di comprenderla meglio. Non si limitavano a imparare l’uso delle armi, le esaltavano fino a renderle parte della loro

Filosofia del 気 Ki
stesso corpo.

Riguardo alla filosofia Ki, il Maestro Morihei Ueshiba ha scritto: “Nella pratica, quando il tuo avversario sferra un colpo, devi già essere in movimento. Dopo che l’hai visto muoversi, è già troppo tardi ed un falso movimento da parte tua è fuori luogo, perché il colpo del tuo avversario è quasi mortale. Muoversi simultaneamente con il colpo; si deve sentire l’intenzione dell’avversario. Ma, in realtà, non è questione di usare la mente, ci si deve muovere naturalmente, senza pensarci. Quando raggiungerai questo stato, riuscirai a muoverti simultaneamente con l’ordine. Se pensi troppo all’inizio del colpo dell’avversario, non ti renderai conto dei suoi movimenti. Solo quando la tua mente è tranquilla come una pozza d’acqua e sei fisicamente all’erta, potrai renderti conto dei movimenti dell’avversario e della sua respirazione naturale. In questo stato sentirai i cambiamenti di sentimento del tuo avversario”

Questo è uno dei passi più importanti per comprendere meglio cosa significhi essere consapevoli del proprio Ki, della sua unione con il resto dell’universo e con la necessità di esplorare la morte per comprendere la vita.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :