Fiori di Bach per il lutto.

Da Maxvolpi @maxvolpi

Anche nelle circostanze più avverse, i fiori di Bach possono tornarci molto utili per la loro innata capacità di far fronte sia ai momenti della vita che sono per noi di cambiamento, sia per gli accadimenti che ci scioccano. La perdita di una persona cara rientra certo tra questi avvenimenti e certo il medico gallese, formulando l’immancabile Rescue Remedy®, ha provveduto a questo, fornendoci un valido strumento in grado di restituirci, almeno in parte, il coraggio necessario a fronteggiare gli eventi che circondano la dolorosa perdita, eventi che vorremmo evitare, ma a cui dobbiamo forzatamente adempiere. Nel Rescue Remedy® troviamo infatti i cinque fiori che lavorano nelle emergenze:

- Cherry Plum, fiore del Mirabolano, che ci aiuta a non perdere il controllo della situazione,

- Clematis, fiore della Vitalba, che ci spinge a rimanere ancorati alla realtà,

- Impatiens, fiore della Balsamina, che ci toglie dalla sensazione di fretta ed ansia legate alle emergenze,

- Rock Rose, fiore dell’Eliantemo, che ci evita gli stati di panico,

- Star of Bethlehem, fiore del Latte di Gallina, che opera direttamente sui traumi.

A questi cinque fiori, di per sé già molto efficaci, qualche anno fa, il medico spagnolo Ricardo Orozco ha voluto aggiungere, nel trattamento della fase subito seguente il lutto, altri tre fiori importantissimi per favorire l’accettazione dell’accaduto, nonché la diminuzione dello stato ansiogeno collegato alla perdita. Questi fiori sono:

- Sweet Chestnut, fiore del castagno dolce, che ci aiuta diminuendo la sensazione di angoscia,

- Elm, che ci aiuta a gestire la situazione, fiore dell’Olmo, di per sé sconcertante, in maniera più adeguata,

- Walnut, fiore del Noce, che ci aiuta ad adeguarci alle circostanze presenti seppur terribili.

Ecco quindi che una possibile formula per il trattamento dei primi quindici, venti giorni conseguenti il lutto, ci aiuterebbe in questo senso, nella speranza di averne bisogno il meno possibile.

Rescue Remedy® + Sweet Chestnut + Elm + Walnut.

Dopo una quindicina di giorni circa, sarà possibile trasformare questa miscela, adeguandola “sempre” al sentire della persona, con un’altra con caratteristiche differenti e con un grado di “emergenza” inferiore, contenente fiori come:

- Star of Bethlehem, per il trauma,

- Walnut, per proseguire nella capacità di adattamento,

- Honeysuckle, per il distacco emotivo dal passato,

- Willow o Pine, nel caso vi siano risentimento, nel primo caso, o senso di colpa, nel secondo,

- Mustard, in caso di malinconia, disperazione o addirittura depressione,

- White Chestnut, se il pensiero ricorre incessantemente alla perdita.

Mentre i primi tre sono decisamente consigliati, gli altri vanno scelti, come detto, in base al proprio sentire, come potrebbero volercene altri non inclusi in questo breve compendio.

Nella visione taoistica, alla morte segue sempre la vita ed è per questo che vi auguro di riuscire, anche con l’aiuto dei fiori, ad integrare il cambiamento che una circostanza come questa porta con sé, per riuscire ad imparare a cogliere positivamente l’essenza della vita stessa e ciò che essa vuole comunicarci in ogni attimo.

Vi sono vicino.

Max Volpi.

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Le formule sono tratte da: “Manuale per l’applicazione locale dei fiori di Bach“

di Ricarco Orozco – Ed. Centro di Benessere Psicofisico.


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