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La dipendenza dagli americani comincia a farsi pesante. E' bastata la sospensione della serie televisiva "Flash Forward" per creare scompiglio nei palinsesti delle emittenti che ne avevano comprato i diritti. Cos'è successo? Dopo un inizio di stagione scoppiettante e promettente, gli ascolti di "Flash Forward" hanno preso a calare vertiginosamente, cosa imperdonabile per un prodotto così a lungo pompato a livello mediatico. In effetti, da spettatore della serie, avevo avvertito anch'io un calo dell'interesse. Un calo causato, a mio avviso, sia dall'approfondimento delle storie secondarie a discapito delle principali,sia dalla prevedibilità di certi sviluppi. Malgrado ciò, nulla mi portava a credere che saremmo arrivati allo stato attuale delle cose. Certo, la notizia di un'eventuale seconda stagione mi aveva fatto storcere il naso sin dall'inizio, poiché si è così alimentato il sospetto che non tutto si sarebbe risolto nell'ultimo episodio di fine marzo. L'intenzione degli ideatori di "Flash Forward" era infatti quella di ancorare la collocazione temporale
degli episodi con quella reale della loro trasmissione per cui, se le inspiegabili
premonizioni dei personaggi girano tutte attorno al 30 marzo 2010, il finale di stagione, logicamente, lo si sarebbe fatto coincidere proprio con quella data. Adesso, con grande pena degli spettatori più affezionati, tutto è saltato. L'audience ha detto la sua e gli sceneggiatori, piuttosto che continuare ad aggiustare l'assetto del bolide in corsa (con risultati mai all'altezza), hanno preferito ritirarsi nei box e rifare il motore. Che dire? Questo è il prezzo da pagare quando si punta tutto su un'idea e se ne sottovaluta lo sviluppo. Non importa che tu abbia una Ferrari o uno scooter se poi non hai una strada su cui correre, una meta da raggiungere. E' il motivo per cui anche "Lost" prese ad infastidirmi prima e ad annoiarmi poi. Se mi prendi la mano con la promessa di portarmi al mare perché t'incammini verso la montagna? E perché adesso che siamo in montagna, e mi ci stavo quasi abituando, decidi di portarmi al mare? Tanto lo so che appena saremo in spiaggia ricomincerai a rimpiangere la montagna.
Qualcuno lo chiama "work-in-progress", qualcun altro "intercettare i gusti del pubblico". Io, più onestamente, direi oltraggio alla pubblica intelligenza e sfruttamento della pazienza altrui.
Stando alle fonti più attendibili, "Flash Forward" ripartirà il 4 marzo negli USA e il 15 dello stesso mese in Italia. Pertanto non ci resta che attendere sperando che, alla fine, ne valga la pena.
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