Formigoni contestato, la folla non ne può più del “governatore” che nomina assessori controllati dalla n’drangheta

Creato il 14 ottobre 2012 da Cremonademocratica @paolozignani


Finalmente un segno di chiara vitalità dalla folla: Formigoni contestato a viva voce, come merita un politico che nomina assessori che si fanno controllare dalla n’drangheta, facili alla corruzione, che si porta nel listino bloccato Nicole Minetti e non ha nemmeno il coraggio di ammettere uno solo dei propri errori. Protetto da una falsa aura angelica di nitore morale cattolico, il presidente della Regione ha ricevuto un chiaro segnale nella sua Lecco: i cittadini meritano rispetto, la democrazia è di tutti, non è proprietà di un leader o di qualunque altre forza. Non si può evitare di non rendere conto. Sono regole che valgono per tutti. Nessuno vorrebbe essere governato così, da personaggi che non sanno dare spiegazioni documentate delle proprie azioni e delle proprie scelte, come amministratori pubblici e nella vita privata, se vi sono fatti di rilievo pubblico.
Il pericolo è che la contestazione sia controllata e non spontanea, ma sarà il tempo, e già la manifestazione del centrosinistra di domani sera in via Melchiorre Gioia a Milano, a dire una parola preziosa.
Nel video anche un Davide Boni, altro inquisito, che non riesce a rispondere alla domanda di un giornalista, rimandando al partito. “Posso non rispondere?”, ripete Boni e si defila in ascensore. E’ così difficile rispondere? Che cosa decide la Lega “al proprio interno”? Che gusto c’è a non rispondere? E’ così cordiale verso gli elettori questo modo di fare?

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