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Fragments of a baltic trip - Tutti pazzi per le cicogne

Creato il 10 agosto 2011 da Mapo
Lo so, l'ho già detto. Come spesso mi accade corro il rischio di essere ripetitivo ma, del resto, gli animali into the wild, specie in vacanza, hanno su di me un fascino tutto particolare. Così, sotto la patina artificiosa di urban man che vive abbracciato ai mezzi pubblici di una delle maggiori metropoli italiane, anche il sottoscritto può rivelare lo smalto di un potenziale bird-watcher.A spasso per l'Europa dell'Est, tra i tanti volatili che può capire di incontrare, menzione particolare va riservata alla cicogna, uno degli animali più fantastici che si possa osservare sulla nostra terra o, meglio, poco più in su.Fragments of a baltic trip - Tutti pazzi per le cicogneFine luglio 2008: nel lungo tragitto Milano-Bratislava, attraversando mezza Europa centro-orientale ci troviamo a varcare l'ex-frontiera tra la Slovenia e l'Ungheria. Qui, un tempo, passava la tristemente famosa ed iniqua cortina di ferro, parte della storia recente del nostro continente e che ora ci appare in tutta la sua assurdità. Ingrano la quarta lungo una strada che serpeggia tra le campagne incolte e, appena passato il vecchio caseggiato sovietico che faceva da dogana, attacco l'Internazionale sull'autoradio, a metà tra l'epica e lo sberleffo. Ci stiamo lasciando alle spalle la Slovenia, un piccolo staterello verde, piacevole, ma spopolato e, dopo un paio di giorni, anche un po' monotono.Tempo qualche secondo e abbiamo il nostro benvenuto in quella che fu L'URSS: una grossa cicogna bianca, con le ali spiegate, ci vola accanto alla macchina in corsa qualche metro, per poi attraversare la strada planando sopra il cofano. Non ricordo nemmeno se l'abbia vista davvero o se la ricordi solo attraverso i racconti precisi dei miei compagni di viaggio ma, di certo, è stato un momento bellissimo.Gli scorsi giorni passati tra i paesi che si affacciano sul mar Baltico hanno riacceso la fiamma!Fragments of a baltic trip - Tutti pazzi per le cicogne
Tanto per cominciare, racconta Wikipedia, si tratta di un essere longevo (può arrivare a 30 anni di età), più spesso monogamo (di solito un cicogno rimane con la stessa compagna per tutta la vita) e paritario: dopo che la femmina depone le uova sono entrambi i genitori (per circa un mese) a covarle e, dopo la schiusa, tanto il maschio quanto la femmina provvedono all'allevamento dei pulcini che imparano a volare all'età di 70 giorni (più o meno quando il cucciolo di uomo è ancora ad uno stadio quasi larvale).Per certi versi può essere presa a paradigma di una società evoluta (sarà per quello che alle nostre latitudini se ne vedono sempre meno?).
Fragments of a baltic trip - Tutti pazzi per le cicogneUna delle cose più sorprendenti, però, è la questione del nido. Da homo sapiens sapiens (almeno credo!) dotato di un intelletto sviluppato, ho il brutto vizio di considerarmi, con più di un briciolo di superbia, un po' più intelligente delle altre specie animali, che, a volte, mi capita di considerare come una sorta di grande Melting Pot variegato ma unito allo stesso tempo, che nasce, mangia, caga, si riproduce e muore senza altro scopo che arredare quello che, altrimenti sarebbe un paesaggio un po' palloso.Poi, però, capita di scorgere sul comignolo di una casina estone il nido di una cicogna.  Grande, preciso e bellissimo. Sembra opera di un architetto per funzionalità e perfezione. E' un'opera, direi un'infrastruttura, che richiede, io credo, una capacità di progettazione appartenente ad un livello chiaramente superiore e sembra andare oltre il mero mantenimento delle funzioni vitali.Le cicogne, però, non si fermano certo qua! Ogni anno, per esempio, compiono itinerari di migliaia di km per migrare verso le zone più calde del mondo, in cerca della tiepida estate africana o medio-orientale. Come tutti i grandi uccelli planatori la specie utilizza per spostarsi delle correnti ascensionali di acqua calda, che si verificano nelle ore più calde del giorno e permettono di guadagnare facilmente quota limitando il dispendio di energie. Poi, quando la terra gira e gira fino a portare l'inverno anche laggiù dove si sono rintanate, ripartono per tornare, con precisione chirurgica, nel posto da cui erano partite. Il tutto senza GPS di sorta, in una specie di miracolo che si perpetua ad ogni cambio di stagione.Non per niente la cicogna era un uccello molto rispettato dagli antichi tanto che era venerato dagli Egiziani perchè si pensava che nutrisse i loro genitori anziani, mentre Sant'Agricola, vescovo di Avignone dal 660 al 700 liberò la sua diocesi dai serpenti proprio grazie alle cicogne. Verrebbe da sperare che Tettamanzi possa provare a fare altrettanto con i leghisti, magari lanciandone stormi interi dal tetto del Duomo alla ricerca di fazzoletti verdi.Quanto alla faccenda dei neonati esistono varie versioni per cui si fa riferimento alla cicogna quale testimonial del fallimento dei contraccettivi.Quella che mi piace di più (e, a onor del vero, quella che conoscevo) è la seguente: in tempi di vacche magre, in campagna, non tutti i camini avevano legna a sufficienza per bruciare e dare un po' di tepore ai contadini all'interno delle case. Ecco allora che le abitazioni più calde erano una specie di piccolo privilegio che si concedevano gestanti e neo-mamme per tenere al calduccio i pargoli. Indovinate dove, per decenni, abbia deciso di poggiare le chiappe (e il nido) la nostra furba cicogna. Proprio così.

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