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Francois Cevert, il destino di un principe

Creato il 05 ottobre 2012 da Carlo69 @F1Raceit
Piloti Francois_Cevert

Published on ottobre 5th, 2012 | by Giulio Scaccia

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Francois Cevert, il destino di un principe

Francois Cevert, talentuoso pilota francese, amico e compagno di team di Jackie Stewart. Questa è la sua storia.

 

La carriera in Formula 1

Albert Francois Cevert nasce a Parigi nel 1944. Nel 1964 si iscrive alla scuola di automobilismo presso il circuito di Montlhéry e nel 1966 conquista il prestigioso Volant SheIl. Il premio è un’intera stagione sponsorizzata nel Campionato Francese 1967 di Formula 3 al volante di una Alpine-Renault. Insieme a Depailler ed altri talenti, può giovarsi della scuola lanciata da Henry Morrogh in Francia. Tra l’altro questo è l’inizio di un periodo florido per il vivaio francese, che gioverà della scuola e del suppoto della Shell e poi della Elf. L’ultimo prodotto di questo vivaio sarà Alain Prost.

L’anno successivo con il Team Tecno, con cui vince il titolo nazionale di Formula 3. Nella stagione 1969 la Tecno promuove Cevert in Formula 2: al debutto conclude il campionato al terzo posto assoluto.

Francois Cevert, il destino di un principe
La Tecno conferma Francois per la stagione successiva, affidandogli una Matra. E’ il 1970. Alcuni Team di Formula 1 hanno già notato il  francese. Arriva la grande occasione dopo il gran premio di Monaco del 1970: Johnny Servoz-Gavin, che corre per il Team Tyrrell con una March, decide improvvisamente di ritirarsi. E’ Jackye Stewart  a segnalare a Ken Tyrrell il francese, dopo che aveva battagliato con lui in occasione del XVIII London Trophy di Formula 2.

Ken decide di chiamare Francois Cevert. L’esordio in Formula 1 è a Zandvoort, con una March. Cevert si ritira per un guasto al motore. Il risultato migliore dell’anno sarà un sesto posto a Monza, primo ed unico punto della stagione 1970. La March paleserà sempre problemi di affidabilità.

Nel 1971 passa al Team Tyrrell: Cevert sarà lo scudiero di Jackye Stewart. La vettura, la 002 disegnata da Dereck Gardner, è una della migliori realizzazioni nella storia della Formula 1. Nasce da subito una profonda amicizia tra i due ed una grande intesa. Francois sarà sempre un fedele scudiero e Jackye darà sempre dei consigli importanti per aiutarlo a maturare e palesare le sue doti. E’ l’inizio di una storia di amicizia e lealtà, purtroppo poi interrotta 2 anni dopo drammaticamente.

Francois Cevert, il destino di un principe
A Zeltweg, nonostante il doppio ritiro delle Tyrrell, il più diretto avversario di Stewart, Ronnie Peterson, arriva solo ottavo. Jackie Stewart vince il suo secondo titolo mondiale. Cevert ha dato il suo contributo e nelle ultime tre gare è libero da ordini di scuderia. A Monza nella gara vinta in volata da Peter Gethin, Francois coglie un buon terzo posto; a Monsport è sesto, fino a che si arriva a Watkins Glen, pista che segnerà indelebilmente la carriera del francese, nel bene e, purtroppo, nel male.

Cevert vince, staccando Jo Siffert su BRM e Ronnie Peterson su March di oltre 40 secondi. La gioia è immensa. Cevert è il secondo transalpino che riesce a vincere un Gran Premio nella storia della Formula 1: prima di lui, l’unico a riuscire nell’intento era stato Maurice Trintignant, vittorioso a Monaco nel 1955 e nel 1958.

Francois Cevert, il destino di un principe
Nel 1972, Avversario della coppia Tyrrell è Emerson Fittipaldi, con la sua Lotus 72. Dopo la vittoria di Stewart all’esordio in Argentina, Fittipaldi nelle successive gare va sei volte a podio, con tre vittorie. La stagione per il francese sarà piena di ritiri. Arriva secondo in Belgio e coglie un podio sempre al Glen. Nell’ultima prova negli Stati Uniti arriva la prima e unica doppietta stagionale. Fittipaldi e la Lotus vincono il mondiale piloti e costruttori. Cevert chiude con 15 punti al sesto posto della classifica finale. Unico risultato rilevante della stagione è un prestigioso secondo posto alla 24 Ore di Le Mans, in coppia con Howden Ganley, su Matra-Simca 670.

Il 1973 è un anno intenso, che vive della lotta Stewart-Fittipaldi. Cevert si confronta spesso con Ronnie Peterson. La Tyrrell è cresciuta rispetto all’anno precedente.

Francois conquista il secondo posto in Argentina, Spagna, Belgio e Francia. Dà una grande mano al compagno di sqaudra rubando punti agli avversari. E’ doppietta con Stewart il 29 luglio a Zandvoort, giorno della morte drammatica di Roger Williamson, intrappolato nel rogo della sua March. In Germania è ancora doppietta e Stewart, grazie anche al fedele amico e scudiero, conquista il suo terzo ed ultimo titolo mondiale. Le gare successive non vanno benissimo, anche se il francese di presenta alla conclusione del mondiale in Nord America ancora con la possibilità di arrivare secondo.

Francois Cevert, il destino di un principe
A Mosport Park, nel Gran Premio del Canada rimane coinvolto al 33° giro in un brutto incidente causato da Jody Scheckter. Cevert viene quasi alle mani con il sudafricano e riporta nell’incidente una ferita alla caviglia. La sua Tyrrell ha la pedaliera distrutta e viene fatta arrivare in aereo dall’Inghilterra una nuova vettura, la 006/3, giusto in tempo per il Gran Premio degli Stati Uniti, in programma il 7 ottobre a Watkins Glen. Cevert è su una pista che gli ha portato fino ad ora molta fortuna.

Sono gli ultimi minuti delle prove ed il francese lancia la vettura in cerca del miglior tempo e alle velocissime “Esse”, nella parte iniziale del tracciato. Entra largo nella sequenza di curve destra-sinistra-destra in leggera salita. E’ un attimo. Salta su un piccolo cordolo che diventa improvvisamente un trampolino. La sua monoposto decolla non curva, andando a schiantarsi ad oltre 200 chilometri orari contro le barriere metalliche e rimbalzando dall’altra parte della pista dopo essersi capovolta. Il rail è come una lama che taglia di netto la Tyrrell del francese. L’impatto è tremendo e il dramma viene subito percepito: i primi ad accorrere sono Jody Scheckter e l’amico Carlos Pace, i quali capiscono che c’è ben poco da fare. I commissari di gara trovano il pilota intrappolato tra i rottami dell’auto ed orrendamente straziato dalle lamiere del guard-rail. Una delle ruote anteriori gli ha sfondato il casco. Stewart si ferma e poi abbandona immediatamente la scena dell’incidente e torna ai box, cosa che contribuirà ad aumentare i suoi rimorsi, per non essersi trattenuto di più ed aver fatto qualcosa, pur se inutile, per il compagno e amico. E’ un normale processo di difesa e rimozione per un pilota. Ma il dolore fu poi grande, più di qualsiasi difesa che la psiche può mettere in atto.

Francois Cevert, il destino di un principe
Ci sono molte ipotesi e congetture riguardo l’incidente. Stewart sostiene che Cevert, contro il suo consiglio, avrebbe affrontato le “Esse” in quarta marcia ad altissimo numero di giri col risultato di avere una vettura più pronta ma nervosissima ed incontrollabile in caso di difficoltà. A sostegno della tesi dello scozzese, un video girato poco prima in cui i due parlano e mimano l’uso del cambio. Altri tra cui Niki Lauda, nel suo libro “Io e La Corsa”, parlarono di un insidioso avvallamento sull’asfalto su cui Francois sarebbe passato per una traiettoria eccessivamente aggressiva; altri poi sostengono che ci fu un malore del pilota per l’essere salito in macchina dopo una crisi di vomito (e vomito fu infatti repertato nel cappuccio ignifugo e sulla visiera in sede di autopsia); altri attribuirono la responsabilità ai postumi della ferita alla caviglia riportata due settimane prima ed in effetti il francese sfoggiava ai box una vistosa bendatura. Forse e con buona probabilità, fu una combinazione di cose.

Francois Cevert, il destino di un principe
La morte del 29enne pilota francese sconvolse la Formula 1, primo fra tutti Stewart.
Lo scozzese nell’aprile 1973 aveva maturato la decisione di abbandonare la F1, lasciando a Cevert il ruolo di prima guida in Tyrrell per la stagione 1974. Secondo alcuni, Stewart aveva parlato della cosa solo con Ken Tyrrell, che già si era mosso in estate prima verso Roger Williamson e successivamente, dopo la tragica morte del giovane inglese, aveva contattato Jody Scheckter, senza però informarlo su chi avrebbe sostituito, tanto che il sudafricano aveva addirittura immaginato un team con tre vetture. Jackie pare non avesse informato neppure la moglie Helen, presente in quel tragico weekend a Watkins Glen, per evitarle la tensione del conto alla rovescia delle ultime gare da disputare. In virtù di questo rigido patto del silenzio, Francois non sapeva che sarebbe divenuto il nuovo primo pilota della Tyrrell. Altri sostengono, forse più plausibilmente, che Cevert era a conoscenza del ritiro di Stewart e che questo lo spinse ancora di più a dimostrare il suo valore quel tragico 6 ottobre. O forse entrambe le cose furono totalmente ininfluenti.

In tarda serata la Tyrrell annuncia il ritiro dal Gran Premio delle due vetture superstiti, la 005 di Chris Amon e la 006/2 di Jackie Stewart. Lo scozzese, da quel giorno, non sarà più lo stesso: distrutto dal dolore, non prende così parte a quella che, in ogni caso, sarebbe stata la centesima ed ultima gara della sua carriera. Termina così, in un batter di ciglia, l’epoca d’oro della Tyrrell e il rapporto intenso tra due compagni di squadra: con il ritiro di Stewart e la morte di Cévert la Tyrrell inizia una lunga ma inesorabile discesa conclusasi nel 1998.

 

 

 

Tags: Cevert, Fittipaldi, Morrogh, Stewart, Tyrrell


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Giulio Scaccia



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