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Freddo boia

Creato il 07 febbraio 2012 da Casarrubea
Freddo boia

Neve-a-Roma

Erano decenni che non si sentiva questo freddo. Ce ne siamo accorti ora, quando i treni hanno rallentato la loro corsa, qualcuno è rimasto bloccato con centinaia di passeggeri all’addiaccio, le strade si sono paralizzate, e vi è stato pure chi vi è morto nel tentare di attraversarle invano. Arrestato dal ghiaccio, dentro il suo mezzo. Ventuno i morti a oggi in Italia, senza contare tutti quegli altri che l’inverno si porta via con sé nel calcolo stagionale dei decessi che, come sempre, colpiscono le categorie più deboli, nella stagione più brutta. E siccome per la legge di Murphy tutto accade al momento giusto e cioè tutto va male contemporaneamente, tra non molto, ai minori flussi di gas nelle nostre aziende e nelle nostre case, si aggiungerà il rincaro di alcuni prodotti essenziali. Così vuole la speculazione e così vogliono quelli ai quali non interessa proprio nulla dei senza tetto, senza lavoro, dei precari e di tutti coloro che per sopravvivere, tirano a campare come meglio possono.

Ma a pensarci bene, tutto questo non è ragionevole in un Paese normale. Quando, al contrario, la solidarietà dovrebbe essere il valore primo, e ciascuno dovrebbe fare quel tanto che può per aiutare il suo prossimo a stare un po’ meglio. Invece alla crisi che c’era si aggiunge il triste bilancio delle statistiche. In Europa sono 360 i morti a causa della morsa di gelo. In Ucraina 135, in Polonia 62, in Italia, come abbiamo detto 21, in Lituania 23, nella Repubblica Ceca 18, nei Balcani 18 e in Ungheria 12. E via di seguito. Senza contare gli incidenti mortali dovuti alle strade ghiacciate, tutte quelle persone che sono saltate in aria per lo scoppio delle bombole di gas mal funzionanti, o per le esalazioni di monossido di carbonio.

Insomma se c’è una possibilità su mille che quando si verifica una calamità sia più colpito il più debole, questa possibilità si verifica con certezza matematica lasciando chi sta meglio, comodo al suo posto. Anche per la natura la forca è per il più povero. E in tempo di accalappiacani questo è proprio troppo.


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