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Frédéric Chopin

Da Sergio Celle

Frédéric Chopin

Chopin a 20 anni ritratto da: M. Wodsinka

  

Oggi, 17 Ottobre del 1849, si spegneva a Parigi, dopo una lunga e sofferente agonia per tisi, il “poeta del pianoforte”: Frédéric Chopin.
Il nome di Chopin è molto familiare nell’ottocento; e tale resterà, senza contrasto alcuno, fino a che l’arte della musica avrà vita.Il genio Chopin, ebbe un immediato riconoscimento. Non solo egli raggiunse in breve la fama – ciò che di rado avviene quando si tratta di un compositore – ma la sua andò sempre crescendo.Agli ascoltatori stupiti, le sue composizioni producevano una indimenticabile impressione, tanto era la bellezza delle sue armonie. Come l’intensità con cui esprimeva la passione, l’eleganza di uno stile del tutto nuovo e personale. Combinazioni musicali fascinose per le fioriture melodiche, le quali sapevano incarnare la dignità e la raffinatezza caratteristica della razza polacca, e insieme il fervore della  fede patriottica.Un secolo più tardi, musicisti e pubblico non rimasero meno sorpresi e impressionati dall’espressione del genio chopiniano. Un genio che nessuno poté negare nell’originalità delle sue composizioni da far ascendere il pianoforte da posizione secondaria, all’altezza di primissimo strumento musicale.Si crede a torto da taluni che la fama duratura di Chopin debba piuttosto venire attribuita alla sua esistenza infelice; alla malattia che lo oppresse per la maggior parte della sua vita; al tormento che soffrì per la sua Polonia adorata; all’accoramento per quella sua vita incompleta che non gli permise mai di raggiungere la felicità  alla quale aspirava. Queste cause esistettero, è vero, da attirare sul cagionevole maestro le simpatie particolarmente del mondo femminile, ma se deve il suo posto fra i grandi geni musicali, è soltanto grazie ai pregi della sua musica innovativa che elesse a sommo grado il periodo del romanticismo. A  soli 21 anni lascia il suo paese natale per Parigi, e il suo primo amore incompiuto (Maria Wodzinska). Meta raggiunta dopo un breve e infausto soggiorno musicale a Vienna. Un Chopin consapevole della già raggiunta perfezione tecnica pianistica e non meno di compositore, che pensa sia più facile conquistare una Parigi anche se colma di tanti giovani talenti. Ma anche inconsapevole del suo delicato stato fisico, cagionevole di salute; dall’aria malinconica per la nostalgia della sua terra. Ma che il destino lo aveva dotato di due mani figlie del vento, piene di grazia e dalla linea aristocratica. Arrivò a Parigi portando con sé uno scrigno d'argento donatogli dai suoi migliori amici, colmo di terra di Polonia. Gli fu donato con l’intento di non fargli dimenticare a quale nazione appartenesse, e quanto la sua terra lo avrebbe sempre amato. Assieme allo scrigno, una rosa riposta in una lettera: l’ultima della sua amata Maria Wodzinska, la stessa che lo ripudiò per un infelice e breve matrimonio. L’amore del popolo polacco per la patria è sempre stato simbolo di un viscerale legame patriottico. Frédéric Chopin non lo poteva immaginare, ma non fece più ritorno alla sua amata terra.A Parigi si lega di una affettuosa amicizia con il più grande virtuoso del piano, riconosciuto in tutta Europa, Franz Liszt.Alla tastiera il giovane polacco mostrò un tocco soffice, puro, ardente, ma la sonorità era troppo delicata, esile, come il soffio di un cuore innamorato senza speranza. Note musicali che parlavano come sublimi versi poetici. Melodie che lasciavano una carezza nell’anima per la loro dolcezza soffusa. Melodie che non si prestavano per una grande sala da concerti. Infatti egli amava suonare, improvvisando anche per ore, presso i salotti più aristocratici di Parigi. Oltre le serate da camera, per mantenersi iniziò a impartire lezioni alle signorine dell'aristocrazia. Insegnava a cinque o sei allieve in un giorno, per 20 franchi a lezione: l'equivalente di circa cinque euro di oggi. Suonava in modo brillante, indimenticabile, in piccole riunioni di persone amanti della bella musica.Aveva una carrozza, un domestico, e portava sempre guanti bianchi. L’eleganza era un lusso cui non avrebbe mai rinunciato. Anche nei periodi meno fortunati causa la salute.   Chopin fu definito «il poeta del pianoforte». Lo si ricorda più per i suoi celebri notturni. Nondimeno per i suoi walzer, mazurche, polonaise, studi, e ballate. Per finire con i preludi scritti durante il soggiorno maiorchino in compagnia della sua ultima prova sentimentale: George Sand. Un soggiorno quello di Maiorca, ricordato più per l’insistente e continua pioggia che per gli attacchi violenti di tosse sanguigna di tisi. Fra i vari preludi, la George Sand, (pseudonimo di Amandine Aurore Lucile Dupin) definì ne la “Histoire de ma vie”,  il ‘Preludio delle gocce di pioggia’ proprio perché composto in una notte di forte tempesta.   Non compose praticamente nulla per altri strumenti, o per voci. Il pianoforte era un prolungamento della sua persona, un'intima, obbediente parte di lui, così come le corde vocali di una primadonna del canto sono parte di lei. Questa comunione quasi corporea gli diede la possibilità di eseguire col pianoforte cose che non erano mai state provate e nemmeno pensate prima.Gli schemi ritmici che Chopin scelse per la sua musica erano spesso quelli tradizionali, come la mazurka o il valzer. Il vino novello, frizzante, che egli versò in queste vecchie bottiglie le trasformò arricchendole in bellezza e novità.
Il febbrile ritmo di vita parigina e la brutta permanenza a Maiorca, minò la già precaria salute di Chopin. La stessa malattia ereditata dal padre, male oscuro che allora non lasciava scampo, fu la causa della penosa sofferenza e lunga agonia che condusse alla morte, alla sola età di 39 anni, l’infelice genio polacco. Fra le tante composizioni di Chopin, oggi vogliamo ricordarlo con la sua sonata per piano No2 op.35  ‘Marcia Funebre’, eseguita dalla brava Valentina Igoshina. Composizione che tutti i più grandi interpreti del pianoforte si sono cimentati. E che ancora oggi viene suonata nei maggiori concerti per pianoforte a lui dedicati.
Ho preferito ricordare l’essenziale musicale di Frédéric Chopin, piuttosto che la sua  triste e difficile esistenza, costellata di sofferenze fisiche e interiori.
 Fryderyk Franciszek Chopin, il cui nome è noto anche nella variante francesizzata Frédéric François Chopin, nasce a Zelazowa Wola il 22 Febbraio 1810 e muore a Parigi il 17 Ottobre 1849.


Frédéric Chopin

Chopin a Parigi. Ritratto da. E. Delacroix
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a questo intimissimo brano dedico questi versiper ricordare un felice incontro  durato quanto  il tempo di un bacio all'alba di un tramonto
Per non dimenticarti
Oggi su queste note Che trafiggono l’ariaE il respiro di un amoreIo piango il tuo silenzio
E su queste e non altreGiunse il primo sguardoIl concerto d’un sorrisoIl nostro primo incontro
Su questa dolce melodiaScrivere doveva un bacioDall’alba di un tempoAl tempo d’un tramonto
Su questo triste canto Il nostro primo bacio Breve bacio di un alba Di un tramonto l’addio
Così breve il nostro amoreDi ieri gioia al tuo respiro  E di oggi il tacito silenzioChe tutto ti riveste il corpo
E su questa dolce melodiaIo solo resto prigionieroDi un’infinita lacrimaChe non scende nell’oblio
E su queste immortali noteIl sorriso di un breve amoreE su questo o dolce morteLe hai tu rubato la vita



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COMMENTI (1)

Da franky
Inviato il 28 febbraio a 19:03
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poesia incantevole, sunto biografico di Chopin brillante e così tutto il post, complimenti all'autore e a Paperblog.