Queste ultime sono, per ora, solo quelle delle quali i paesi confinanti, con i quali non si è finora arrivati ad alcun accordo bilaterale denunciano formalmente un'interferenza con una propria emittente. Se, però, tali denunce aumentassero di numero, visto che tante, troppe emittenti locali trasmettono su frequenze "non italiane", basteranno i venti milioni?
Il tutto mentre è scesa una coltre di silenzio sulla gara per tre multiplex digitali nazionali riservata ad operatori di rete televisivi, che era alla base della revisione del Piano delle frequenze dell'Agcom (la Rai doveva liberarne alcune per averne altre "protette"). Né alcuno si muove verso il nuovo standard DVB-T2, che pure una legge fissa al luglio 2015. La commissione Ue tace, per ora. Sembra l'unico soggetto istituzionale, però, a poter sbloccare la situazione.