Daniela Tieni è nata a Roma e ha 30 anni. Si è diplomata all’Accademia di Belle Arti nel 2005 e lavora come illustratrice. http://fridainnamorata.blogspot.it/
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Sono nata e vivo a Roma. Spero che il mio futuro si trovi in un bel posto.
Come hai iniziato a disegnare e come ti sei avvicinata al mondo dell’illustrazione?
Disegno da quando ero piccola, più o meno. Ho sempre subìto il fascino dei materiali, dei colori, della carta. Impossibile disfarsene. L’illustrazione è arrivata dopo gli studi in Accademia, è arrivata con la voglia di scoprire un modo nuovo per raccontare delle cose, per interagire con l’oggetto libro, per capire in modo più approfondito la natura di un’immagine. Ed è ancora tutto in divenire, ed è forse la cosa più bella. Ogni giorno scoprire il lavoro di un illustratore che non conosco, un albo, una collana che mi regalerà storie nuove da leggere, e dopo continuare a documentarsi su tutto. La vita prende un altro sapore.
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Ogni lavoro è diverso, a volte le immagini e i colori si visualizzano subito, altre volte bisogna avere più tempo per elaborare le forme e le composizioni. In generale c’è comunque una fase preliminare di ricerca, di studio, di prove. Poi si parte con il lavoro definitivo. Utilizzo gli acrilici, anche se ultimamente prediligo le matite e i pastelli a olio.
Ci sono artisti che hanno influenzato il tuo percorso di crescita?
Moltissimi. Artisti, fotografi, registi che mi hanno tolto un velo dagli occhi, che mi hanno fatto guardare il mondo diversamente. Louise Bourgeoise, Henri Rousseau, Truffaut, Doisneau, solo per citarne qualcuno. Sarò sempre grata a loro per aver condiviso tanta ricchezza e verità con il resto del mondo, per avermi fatto vedere che un segno si può lasciare davvero, che si può davvero comunicare, spezzare, desiderare, dire, fino a ricongiungere le cose o a rimetterle in discussione.
C’è una casa editrice, italiana o straniera, di cui apprezzi particolarmente il lavoro?
Più di una. Rimanendo in Italia sicuramente Topipittori e Corraini. Amo le loro scelte editoriali, la cura grafica e l’estrema attenzione al dettaglio, che fa la differenza.
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In questo periodo storico, si sa, il mercato è fortemente in crisi, e ne risente ogni settore lavorativo. Purtroppo in Italia soffriamo più che in altri paesi per la mancanza di un supporto da parte delle istituzioni alle manifestazioni culturali e alla cultura in generale. Insomma mancano il senso civico (ed etico, estetico) e le responsabilità che uno Stato dovrebbe assumersi. Non è un problema da poco e il mercato editoriale ne risente. Ma c’è comunque un notevole fermento, ci sono persone che prendono iniziative, che hanno voglia di fare, sono tante e portano avanti idee e creatività con grande gioia e coraggio. In questo contesto un illustratore ha molte possibilità di emergere, e può trovare il modo di organizzarsi secondo le proprie necessità. Non è un percorso semplice, soprattutto sotto il punto di vista economico: riuscire a mantenersi esclusivamente con questo lavoro è veramente difficile. È necessario tenere a mente i propri obiettivi e conservare sempre una buona dose di testardaggine, costanza e dedizione.
Puoi consigliarci un libro?
Il gioco del mondo, di Julio Cortázar.