MILANO – La vicenda che segue è assai bizzarra e ha già fatto il giro dei social.
In rete sta raccogliendo stupore e incredulità, polemiche e dissensi, ma anche diverse approvazioni. La storia del comune di Spino d’Adda (CR) è intrisa di ironia e paradossi, ma potrebbe rappresentare una soluzione efficace contro la prostituzione di strada. Almeno a Spino.
Il giovane sindaco del paese, Paolo Riccaboni, ha deciso di mettere fine a una pratica tanto degradante quanto diffusa, o almeno di provarci.
In Italia la prostituzione di strada è sotto gli occhi di tutti, dalle grandi alle piccole città, ogni giorno, ogni notte. Ciò è, in parte, l’effetto (forse imprevisto, collaterale) dell’abolizione delle case di tolleranza imposta dalla legge Merlin del 1958. La Merlin mirava sì a tutelare le donne, ma forse le ha “indirettamente” sfavorite. Se prima vi era un luogo chiuso, controllato e soprattutto sottoposto a tasse (come in Germania, Svizzera, Austria, Grecia…), ora le ragazze sono costrette al gelo, in condizioni di igiene pessime e a repentaglio di ogni balordo e sfruttatore.

Photo credit: Ferruccio Zanone / Foter / CC BY-SA
A Spino d’Adda, le lucciole – per equiparazione agli operai di cantiere stradale – avrebbero già l’obbligo permanente di indossare il giubbotto catarifrangente, e dalle 18.00 del pomeriggio alle 8.00 del mattino anche i pantaloni a strisce riflettenti. Tale “escamotage” è un’ordinanza limitata per ora alle sole strade provinciali. Per chi trasgredisce è prevista una sanzione di ben 500,00 euro (e la segnalazione alla Procura alla seconda infrazione).
“Vogliamo dare un nuovo strumento alle Forze dell’Ordine per debellare il fenomeno della prostituzione. – Spiega il sindaco Riccaboni, e continua – L’idea è che quelle donne si coprano così hanno meno possibilità di attirare il cliente e allo stesso tempo possono essere ben visibili alle Forze dell’Ordine.”
Già a San Genesio – un paese limitrofo – vige una direttiva simile e fa seguito a fatti di violenza gravi verificatisi contro le prostitute.
Insomma, una risposta delle istituzioni al degrado di strada a Spino d’Adda c’è stata, l’iniziativa è partita. Non resta ora che verificarne la reale efficacia.
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