Chi non ha mai sentito parlare di Rocky? Chi guardando uno dei sei film della serie non ha desiderato di dare due pugni al sacco? Poi guardiamo il fisico di Stallone, ci guardiamo allo specchio un istante, e desistiamo dall'intento di iniziare una carriera da pugili. Ma quali furono i retroscena dei film? Fu tutto così come vediamo sullo schermo di casa? Probabilmente ci sono da sapere alcune cose che riporteranno le stelle del cinema alla banalità della vita quotidiana.
Rocky non fu soltanto fantasia. Stallone prese spunto dalla vita di Chuck Wepner, nato nel 1939 a New York e denominato "The Bayonne Brawler" e successivamente "The Bayonne Bleeder". La parabola da campione di Wepner è passata alla storia per aver resistito 15 round all'imponenza di Mohammed Ali. Un romanzo che, dunque, non è stato e non vuol essere solo romanzo, ma si arroga il diritto di trovare una conferma diretta nella storia reale. Gli incassi della serie "Rocky" sono letteralmente da capogiro. Basti pensare che il primo capitolo della serie ottenne 117 milioni di dollari, a fronte di 1,2 milioni investiti per scrivere la pellicola. La verità è la verità, e perché possa rapire il cuore degli spettatori e scrivere al contempo la storia del cinema, non può che catturare il mondo nella sua bellezza senza artifici. E' questo il retroscena della corsa a Philadelphia, dove tutto fu improvvisato e dove il regista poté toccare con mano la grandezza della pellicola che si stava girando. La gente che insegue correndo lo Stallone italiano che si allena nella fredda città della Pennsylvania. Un'istantanea di realtà che pochi colossal cinematografici possono vantare in essere.
E chi non si è mai domandato nulla della voce da rude di Rocky? Alberto Lupo non poteva essere. Troppo profondo e poetico. Forse Luca Ward? Probabile. Ma ancora troppo giovane e poco avvezzo alla scena. Chi avrebbe detto Gigi Proietti? Ebbene sì, il comico romano affabulatore e trasformista, la voce de Il maresciallo Rocca e di Febbre da cavallo. E la dieta? "Non è cosa da uomini" direbbe qualcuno. "Mia moglie è sempre a dieta" direbbe qualcun altro. Ma c'è forse qualche anima pia che s'immagina Rocky, lo Stallone italiano, a dieta? E' questa la storia dei 20 chili persi per il terzo capitolo della serie, quando l'attore americano fu costretto a dimagrire a forza con pane tostato e albumi d'uovo. Siamo capaci anche di questo per il giusto successo!
Ma sul ring da solo Stallone non ci sarebbe mai salito. Troppa solitudine nel quadrato sotto i riflettori. Ed ecco bucare lo schermo Hulk Hogan e Dolph Lundgren, nella parte quest'ultimo di Ivan Drago. Su Hulk Hogan abbiamo poco da dire. Basta ricordare i sabati pomeriggio incollati al televisore di casa, quando il wrestling dominava la scena e qualcuno al di là dello schermo se le dava di santa ragione. Ma qualcosa di più sfizioso possiamo dirlo di Lundgren. Il suo volto si affaccia nel terzo episodio della serie, quando Rocky è costretto a battersi contro il campione russo, Ivan Drago, per vendicare la morte dell'amico, Apollo Creed. Nessuno forse sa che Stallone pretese da Lundgren un colpo secco al volto. Lundgren non esitò. Rocky fu colpito realmente e s'accasciò a terra. Risultato? Ricovero di sei giorni in terapia intensiva. Qualcuno si chiederà, dunque, perché l'abbia fatto. Quale strana coscienza abbia indotto Stallone a riceversi un colpo ben assestato. Semplice! Il pugno di Ivan Drago doveva risultare il più verosimile possibile. Come dire: bando alle ciance e agli artifici scenici.
Alla fine del quinto capitolo, molti fan si auto-convinsero della definitiva chiusura della serie. In verità si verificò soltanto una tregua lunga 14 anni. Il sesto capitolo, passato alla storia col titolo Rocky Balboa, così da fugare ogni dubbio e rassicurare i fan, nacque all'indomani di un incontro (1994) di boxe, al quale lo stesso Stallone assistette. Sul ring era salito George Foreman, classe '49. Ma la saga dei "pugni al sacco" è proprio finita? Un'anticipazione sul seguito non dispiacerà certo ai pugili da televisione. Per il prossimo novembre è attesa l'uscita del settimo capitolo. Rocky non sarà più quello che abbiamo sempre visto - finora - sul ring. Ora vestirà i panni dell'allenatore e guiderà al successo il nipote di Apollo Creed. Un dettaglio da non sottovalutare. Quasi a chiedersi: finirà mai la serie? Forse vorrà competere con Beautiful...

