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Gli Epiroti e i Macedoni non erano popoli ellenici (2)

Creato il 19 dicembre 2010 da Elton77

-seconda ed ultima parte-

Quello che abbiamo detto degli Epiroti, possiamo sostenerlo anche per gli antichi Macedoni. È storicamente provato che, come gli Epiroti, anche questo popolo aveva una sua lingua, diversa da tutti i dialetti greci; aveva una sorta di governance che era completamente diversa da quella greca; aveva le sue leggi, i suoi usi e costumi, la sua organizzazione militare, che non aveva niente in comune con quella dell’Ellade. Per dimostrare questa tesi non faremo altro che rivolgerci alla storia. Iniziamo con Plutarco, che ci racconta come Alessandro Magno uccise il suo amico del cuore Clito:

Alessandro, ubriaco dal vino e dalla rabbia, uscì dalla sua tenda e parlò in lingua macedone alla sua guardia e ai suoi soldati. (traduzione libera).

Pashko Vasa 1825-1892

Pashko Vasa 1825-1892

Secondo diversi autori e storici, la lingua macedone era diversa da tutti gli altri idiomi che si parlavano in Grecia. Da questo si può evincere che Alessandro Magno non usava la lingua greca perché i Macedoni non lo avrebbero capito. La lingua che conoscevano e parlavano i soldati di Filippo II e Alessandro Magno non poteva essere che la lingua degli antichi Pelasgi, la stessa che si parlava in Epiro, quella che chiama shqipe l’aquila e che oggi si parla ovunque in Albania. In molti scritti antichi si menzionano gli Etoli che erano confinanti con l’Epiro; essi parlavano una lingua mista, un po’ greca ed un po’ pelasga, che veniva definita barbarica. Il motivo per cui parlavano un simile dialetto era che essi (gli Etoli) da un lato confinavano con la Grecia e dall’altro con l’Epiro. Questo dettaglio, che ci è confermato da tanti storici, rafforza la nostra tesi che la lingua degli Epiroti fosse la lingua dei Pelasgi e che questa lingua, come abbiamo detto precedentemente, fosse completamente diversa dai dialetti parlati nelle diverse regioni della Grecia.

La lingua greca era adoperata nell’alta società, nella quale la si studiava, come oggi la si studia in alcuni centri dell’Albania. È verosimile che nella corte di Filippo II e di Pirro i cortigiani, gli alti ufficiali e i governanti parlassero e scrivessero in greco e coltivassero la scrittura e la letteratura greche. Bisogna inoltre considerare che la lingua greca non era studiata solo in Epiro e Macedonia; questo idioma era diffuso in Asia e in Africa, cosi come a Roma e in tutta l’Italia. Questo succedeva perché il greco era la lingua all’avanguardia, la più idonea in quel periodo per collegare popoli differenti che avevano relazioni commerciali o politiche. Allora la lingua greca si studiava come oggi si studia il francese, che è diventato lingua universale*.

Nessuno può negare che gli Elleni abbiano raggiunto il punto più alto della gloria tramite il progresso della loro civiltà. La loro lingua era diventata la lingua liturgica di tutti. Non solo, la loro arte, le loro relazioni, le loro conoscenze li avevano innalzati al primo posto fra le antiche civiltà. Ma noi non crediamo che tutti coloro che parlavano la lingua greca fossero Greci o appartenessero al loro ceppo etnico. Quello che abbiamo scritto fino ad ora dimostra che gli Epiroti e i Macedoni erano dei popoli che avevano una comune provenienza come quella dei Etoli, degli Ioni, ecc. Fin dalla loro apparizione sulla scena politica, essi si erano tenuti separati dai Greci ed avevano formato una autonoma loro società. Erano popoli con caratteristiche che non avevano nulla in comune con la civiltà greca. Essi avevano una loro vita indipendente politica e sociale, e mai avevano avuto delle cause in comune con la Grecia, o simpatia per la sua politica.

L’unico elemento di affinità erano le divinità pagane. Ma queste divinità furono introdotte dai Pelasgi, e furono i Greci che “abbracciarono” il loro culto. I nomi di queste divinità hanno un significato chiaro e convincente nella lingua albanese.

* oggi la lingua “universale” è l’inglese.

Liberamente tratto dal libro E vërteta mbi Shqipërinë dhe shqiptarët dell’autore Pashko Vasa


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