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Globalizzazione e civiltà: una lezione italo-polacca

Creato il 20 giugno 2010 da Artigianauta
....In un mercato davvero libero, l’esigenza di acquisire credibilità induce a comportamenti corretti e, nel corso del tempo, tutto questo diventa un qualcosa di naturale. Come già nella Venezia che nei secoli scorsi ha reinventato il commercio internazionale, l’imprenditoria e la civiltà procedono assieme, poiché non ci può essere sviluppo se taluni principi non sono saldi e se talune virtù non vengono custodite e valorizzate.Mentre ascoltavo tali formidabili imprenditori (per lo più piccoli e medi) sempre pronti a lanciarsi in nuove iniziative – che si tratti della Bosnia come di Dubai, della Cina come dell’India, e così via – non potevo non pensare però a quegli universi politico-burocratici che le risorse non le costruiscono, ma invece le distruggono; a quegli apparati che non aprono le distinte società alla cooperazione e alla reciproca comprensione, ma invece alzano barriere; a quei poteri che costantemente progettano banche, imprese e infrastrutture non rischiando un solo euro di tasca loro, ma quasi sempre dilapidando la ricchezza prodotta da altri.......


Sempre in questa logica, mi ha fatto un certo effetto il contrasto (tanto evidente) tra il vero spirito europeo che questa compagnia di amici con radici variamente polacche e italiane sta costruendo quotidianamente grazie al proprio lavoro, e il carattere totalmente artificioso degli apparati burocratici che, a Bruxelles, sembrano costantemente in guerra con il buon senso e la libertà d’impresa.

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