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Gonzalez: "Ecco perché mi chiamano Pipo. Palermo mi ha convinto, un esordio da sogno"

Creato il 23 gennaio 2015 da Univeryo7p

Giancarlo Gonzalez, difensore del Palermo, intervistato da Tuttosport ha parlato delle origini del suo nome e di come non sapesse che in realtà si tratta di un nome italiano: “Per nulla. Lo ha visto mia mamma Elsa, le è piaciuto. Non ho mai capito dove lo avesse letto, ho scoperto solo qui che fosse italiano“. Il centrale della Costa Rica si è poi soffermato sul proprio soprannome: “Giancarlo è troppo lungo in Costa Rica. Lo hanno ridotto quando ho iniziato a giocare. Pipo è simpatico“. Dunque Gonzalez “diventa” Pipo da ragazzino, quando inizia a giocare a calcio in patria: “A 8 anni, papà Roberto mi ha iscritto a una scuola calcio come regalo di compleanno: nei fine. Avevo doti naturali, sono entrato nelle Nazionali giovanili“. Nazionale con cui non poté prendere parte al Mondiale Under 17 per un problema al tendine d’achille: “Il momento più duro. Mi avevano detto: “Stai fuori un anno”, ho temuto di smettere. Sono stati decisivi i  miei. Mamma è un’insegnante di vita, mi diceva di non mollare, mi indicava la strada. Ripeteva: andrai lontano“.
Giancarlo Gonzalez, centrale del Palermo, nel corso dell’intervista rilasciata a Tuttosport ha parlato del suo trasferimento in Sicilia al termine del Mondiale: “Negli Stati Uniti avevo già l’idea di tornare in Europa, mi ha convinto il Palermo. Ho visto la città, la squadra mi è parsa di buon livello, in grado di fare risultati. E poi il clima, il caldo…  Mi è dispiaciuto farmi male subito, temevo di fare una cattiva impressione. Ho lavorato duro per rientrare, seguendo Iachini. Ho apprezzato che dopo l’infortunio sia venuto a parlarmi subito. Mi ha detto che si trattava di cose di campo, mi ha dato subito grande fiducia. E’ un’ottima persona, e con lui tutto lo staff tecnico“. Una volta smaltito l’infortunio, Gonzalez ha subito dimostrato di poter essere determinante per il Palermo: “Un esordio da sogno, nemmeno il più bello avrebbe potuto rivelarsi così. Tutti mi aspettavano al varco: ho giocato bene e segnato il 2-1. La molla è scattata dopo la vittoria di San Siro con il Milan. Non è questione di singoli ma di gruppo. Siamo migliorati settimana dopo settimana, si è incrementata la fiducia, abbiamo sempre creduto di più in noi stessi“. 
"Che Mondiale! Contro l’Olanda van Gaal è stato pazzo…"
Giancarlo Gonzalez, difensore del Palermo, dalle pagine di Tuttosport ha parlato dei suoi trascorsi in Norvegia e negli Stati Uniti prima di arrivare in serie A: “Ho vinto tre titoli con l’Alajuelense, nel 2012 un agente norvegese mi ha proposto il Valerenga. Potevo confrontarmi con il calcio internazionale, guadagnare di più. Ho trovato un gioco maschio. E un grandissimo freddo. In Norvegia ho finito a novembreC’era il Mondiale e il ct Pinto è stato chiaro: “Devi giocare, altrimenti non ti chiamo”. Ho cambiato aria, per fare minutaggio in ottica Brasile“. Un Mondiale in cui Gonzalez e la Costa Rica sono stati assoluti protagonisti: “Siamo una bella generazione di giocatori, il progetto è nato a metà 2011 con Pinto. Ha creato un gruppo solido, attaccato al bene comune. Lavoro duro, spirito di sacrificio Abbiamo realizzato qualcosa di storico, le vittorie con Uruguay e Italia, i quarti di finale. Siamo cresciuti nel corso del torneo, credendo in noi. Non guardavamo gli avversari, pensavamo soltanto a rendere il massimo“. L’uscita di scena ai calci di rigore contro l’Olanda, ad un passo dalle semifinali, resta ancora amara: “Ero uno dei rigoristi, ai supplementari la mia sola preoccupazione era segnare. Quando l’ho visto togliere Cillessen e mettere Krul ho pensato: questo è pazzo. Ma ha avuto ragione lui. Al ritorno tutto il paese ci aspettava. Il pilota ha fatto un giro primo di atterrare a San José, dall’alto si vedevano migliaia di persone vestite di rosso. Di solito servono 30 minuti dall’aeroporto alla città, abbiamo impiegato 7 ore“. 
"Dybala e Vazquez fanno cose inimmaginabili, i risultati si vedono"
Giancarlo Gonzalez, difensore del Palermo, dalle pagine di Tuttosport ha speso parole d’elogio per la coppia d’attacco formata da Paulo Dybala e Franco Vazquez: “Là davanti fanno cose inimmaginabili, un’iniezione di fiducia per noi. Sono bravi tecnicamente e tatticamente. Non si limitano a gol e giocate, si sacrificano anche per il bene della squadra“. Una squadra che lavora intensamente giorno dopo giorno, proprio come faceva la sua Costa Rica al Mondiale: “C’è la stessa etica del lavoro, un’attenzione massima a ogni singolo aspetto. Nel calcio non si può improvvisare, i risultati si vedono dopo aver faticato giorno dopo giorno. Ora ci tocca la Sampdoria: possiede ottimi giocatori, ha ottenuto risultati inattesi. Troveremo un pubblico molto caldo ma possiamo farcela. E per uno del Costa Rica è sempre bello giocare a Marassi, Genova nel 1990 ci aveva adottati“. 
"Penso alla salvezza, senza porre alcun limite"
Giancarlo Gonzalez, difensore del Palermo, intervistato da Tuttosport ha parlato dei suoi obiettivi stagionali: “Giocare bene e salvarmi, quindi pensare a traguardi più importanti: non mi pongo e non ci poniamo alcun limite“. Il centrale si è poi soffermato sugli altri giocatori provenienti dalla Costa Rica che lo hanno preceduto in Italia, ovvero Medford e Martinez: “Medford mi ha allenato con l’Under 23 olimpica. Martinez era uno dei simboli quando sono entrato nella Nazionale. Mi ha preso sotto la sua ala“. Infine, uno “spot” per l’Italia, che definisce: “Bellissima. Sono andato subito a Roma per mia mamma, è molto cattolica. Ho lo fortuna di essere qui con la famiglia: papà, mamma, mio fratello Robert e mio figlio Andrey (che sembrano fratelli: 9 anni il primo e 7 il secondo, ndr)“. Per quanto riguarda la Costa Rica, invece: “Ci sono troppe cose belle. Dico le spiagge e la natura, le tartarughe e il vulcano Arenal“. 
Fonte: Stadiionews.it


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