Governo Monti: un malinconico anniversario.

Creato il 16 novembre 2012 da Mauro @2tredici
Un anno fa, con il giuramento prestato nelle mani del Presidente della Repubblica, entrava in carica il Governo di Mario Monti. Circondato da un’attesa messianica, coccolato dai poteri forti, protetto dai grandi organi di informazione, il Professore pareva essere, all’epoca, la panacea di tutti i mali che affliggevano l’Italia. Soprattutto, agli occhi di molti festanti illusi, Mario Monti possedeva il merito fondamentale di avere sostituito il “diavolo” Berlusconi nella carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. Anche per questo motivo, dodici mesi or sono Monti riscuoteva la fiducia di più del 70% degli Italiani.
E’ trascorso un anno ma è come se, da allora, fosse passato un secolo. Oggi l’Agenzia Reuters informa che soltanto il 36% degli Italiani ha ancora fiducia in Monti e che ben il 62% di essi è contrario ad un Governo Monti bis. A quanto pare soltanto le élites italiane (fonte ANSA di oggi) desiderano un Monti-bis, oltre che, naturalmente, Angela Merkel, alla quale si è aggiunto (non si sa bene perché) Barack Obama.
In disparte le élites ed i politici stranieri che desiderano commissariare la democrazia nel Belpaese, in effetti agli Italiani non mancano i motivi per considerare negativamente l’esperienza del Governo Monti. Fedele esecutore del fallimentare rigore economico fine a se stesso imposto da Angela Merkel e dall’Unione Europea (ed ora messo in discussione perfino dal Fondo Monetario Internazionale), l’esecutivo dei Professori ha infatti gettato l’Italia e gli Italiani nella più spaventosa recessione economica della storia recente.
Il debito pubblico, nonostante le manovre correttive dei conti fatte di “lacrime e sangue”, è continuato ad aumentare arrivando alla soglia dei duemila miliardi di Euro. Il Prodotto Interno Lordo si è avviato in una caduta libera (quinto trimestre consecutivo in rosso) dalla quale non si sa quando si riprenderà. La disoccupazione (che un anno fa era all’8,4%) è ora al 10,6%. I consumi degli Italiani, che nel novembre 2011 crescevano di un sia pur misero 0,1%, sono ora crollati di un sostanzioso 3,4%. La tassazione ha raggiunto livelli mai visti nel nostro Paese: prima di Monti la pressione fiscale raggiungeva la già ragguardevole percentuale del 51%, adesso è al 55%. Il pasticcio dei cosiddetti “esodati” ancora sta impegnando il Parlamento nel tentativo di metterci una pezza.
Non male, come risultati, per un Governo di “tecnici” che doveva mostrare miracoli in campo economico e finanziario e che, nonostante tutto, ancora non perde occasione per auto-incensarsi e per prendere a bacchettate i vituperati “politici” (che poi, a ben vedere,  non è che, almeno in campo economico, avessero fatto cose tanto peggiori).
E’ triste e malinconico, pertanto, l’anniversario dell’insediamento del Governo Monti, per di più celebrato in un clima plumbeo dove la rabbia e la contestazione iniziano a sfociare, come qualcuno (anche chi scrive) a suo tempo aveva previsto, nella violenza incontrollata. Un Paese ed un’Europa in fiamme, impoveriti ed incattiviti, ed una crisi economica irrisolta: ecco l’esito delle ricette prescritte dall’Unione Europea agli Stati membri e, in Italia, propinate dal Governo Monti.

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