Magazine Politica

Governo Nuovo, la svolta buona?

Creato il 23 febbraio 2014 da Libera E Forte @liberaeforte

di Giovanni Palladino

Per il momento il Governo Renzi si caratterizza come il più snello (solo 16 ministri) dopo il terzo Governo De Gasperi del 1947, come il più equilibrato tra ministri donne e ministri uomini (8 e 8) e come il più giovane per l’età media di questi (47,6 anni). Ma l’auspicio è che si dimostri soprattutto più corretto e più competente di gran parte dei 63 governi che lo hanno preceduto.

Non vi è dubbio, infatti, che corruzione e incompetenza della nostra classe politica siano fra le principali cause dell’attuale drammatica situazione economico-sociale dell’Italia e di qualsiasi altro Paese che si trovi in cattive acque (“il pesce puzza dalla testa” dice un vecchio proverbio napoletano).

È importante che tra i più corretti e competenti ministri del nuovo governo vi sia il “vecchio” (64 anni) Pier Carlo Padoan, che nel “rush” finale ha superato un ex Presidente della Bocconi, grazie a un articolo “rivelatore” di Marco Vitale (“Guido Tabellini, economista fuori tempo massimo che negava la crisi”) pubblicato due giorni fa su Il Fatto Quotidiano. Padoan ha una grande esperienza internazionale ed è un europeista convinto, ma sostiene che vanno riviste molte “norme-capestro” imposte da Bruxelles. Soprattutto il nuovo Ministro dell’Economia vede nell’euro un valido contrappeso al pericoloso predominio del dollaro, la cui pessima gestione e preoccupante invadenza nell’economia mondiale minacciano il sano sviluppo di questa.

Forse un giorno si scoprirà che i nemici dell’euro (fra i quali Grillo-Strillo) sono stati finanziati dai poteri forti statunitensi, che vedono nella crescita di peso della moneta europea una minaccia al ruolo del dollaro come principale moneta di riserva e mezzo di pagamento internazionale. Ma questo ruolo sta diventando ormai insostenibile per l’enorme e sempre crescente disavanzo della bilancia dei pagamenti statunitense. Presto si capirà che il re è nudo e che minaccia di danneggiare seriamente i suoi sudditi, ossia chi possiede attività in dollari, primi fra tutti i “Treasury bills & bonds” Usa, che i cinesi non vogliono più comprare.

È quindi importante che a guidare il nostro Ministero dell’Economia sia giunto un uomo che crede nell’importanza degli Stati Uniti d’Europa in un mondo sempre più globalizzato. Questo richiede ai singoli paesi di abbandonare la via “in solitaria” cara a un Fogar o a un Soldini, ma non più consigliabile alle economie nazionali, per le quali sarà sempre più vero che l’unione (in buona compagnia) fa la forza.

È soprattutto un nuovo mondo, dove non è più possibile che una moneta nazionale possa fungere da moneta internazionale, come è avvenuto sino a oggi con il dollaro.

Padoan crede nella necessità di una profonda riforma del sistema monetario internazionale, non più dominato dagli Stati Uniti.

Queste considerazioni di carattere sovranazionale possono sembrare estranee nel commentare l’avvio dell’ennesimo governo italiano (il 64° in circa 70 anni!). Ma non lo sono, perché da una eventuale prossima crisi finanziaria, causata da errori compiuti a livello internazionale, l’attuale “vaso di coccio” dell’Italia potrebbe subire gravissimi danni. E una eventuale sconfitta dei sostenitori dell’euro alle prossime elezioni europee del 25 maggio sarebbe salutata con grandi applausi dai poteri forti statunitensi, ma con pessime conseguenze per il futuro dell’economia mondiale.

Di qui la necessità di alzare lo sguardo ben oltre Palazzo Chigi. Lo farà senz’altro Pier Carlo Padoan, uno dei pochi a sostenere che la guerra alla corruzione politica ed economica è la vera madre di tutte le altre riforme. Altrimenti, come giustamente dice il Vangelo, “…invano edificano i costruttori”.

Se il Governo Renzi non avrà come suo principale obiettivo il conseguimento di questa apparente “utopia”, sarà presto sostituito dal 65° Governo, forse con un elettorato sempre più assenteista, che dovrà amaramente ammettere che “chi è causa del suo mal…”.


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :