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Grillo e Movimento 5 Stelle: che fare?

Creato il 12 giugno 2011 da Palotto

Grillo e Movimento 5 Stelle: che fare?L’antipolitica, specialmente dopo Tangentopoli, ha trovato terreno fertile in Italia.
Molti hanno provato a cavalcarla, in passato, con risultati spesso soddisfacenti: l’MSI lo ha fatto, in passato, così come il Fronte dell’Uomo Qualunque. La stessa Forza Italia, e il berlusconismo tutto, cercano quantomeno di non andare contro la classica frase “sono tutti uguali”: a chi è il peggio, fa molto comodo dire di non esserlo.
In tempi recenti il comico genovese Beppe Grillo ha, con un successo strabiliante, adottato la stessa strategia, seppure con intenzioni a mio avviso migliori. Grillo e i grillini non sono i peggiori, anzi, sono dotati sicuramente di grande spirito d’iniziativa. Il ricorso all’antipolitica è però evidente: “la Casta” impedisce loro di parlare, di apparire in televisione; spesso il M5S si è impegnato a introdurre webcam nei vari consigli comunali/provinciali/regionali, forse scordando che questi consigli sono pubblici.

Grillo stesso si è tirato, a mio avviso, una discreta zappata sui piedi in occasioni delle recenti amministrative, stravinte dalla Sinistra, affermando ad esempio che Letizia Moratti e Giuliano Pisapia fossero “la stessa cosa” (salvo poi esser smentito dal candidato sindaco della città meneghina Mattia Calise, che ha affermato che avrebbe votato Pisapia, qualora avesse avuto la residenza a Milano); successivamente alla vittoria dell’ex-deputato di Rifondazione Comunista, lo ha deriso chiamandolo “Pisapippa” dicendo che nulla sarebbe cambiato con lui. Cosa cambierà con Pisapia, lo vedremo.
Ma appare evidente che non fare distinguo sia sempre una stupidaggine. È a mio avviso ingenuo, se non da persone in malafede, affermare che tutti i 945 onorevoli italiani siano dei ladri, dei corrotti, dei ballisti. Stesso discorso per le migliaia di amministratori pubblici fuori dal Parlamento: consiglieri, assessori, sindaci, governatori.
Ma non tutto è da gettare al vento: Grillo ha sicuramente alcune buone idee, come ad esempio la grande partecipazione dal basso alle decisioni del movimento, la presenza capillare sul web (anche se, proposta da un neo-luddista che fino a pochi anni fa distruggeva un pc durante i suoi spettacoli, l’iniziativa appare quantomeno incoerente), la propensione a forme di energia pulite e rinnovabili, ecc ecc.
Ma, nello stesso modo, molte cose non sono da buttare nella politica attuale: come si fa a pensare ad un partito senza dirigenti, ad esempio?
È sicuramente vero che il Movimento 5 Stelle attinga ai voti di persone che fino ad esso erano disinteressate alla politica, ma è altrettanto vero che esso sottragga un numero rilevante di voti alle forze di centrosinistra.
Che fare? Come guardare ad un movimento sicuramente esistente, e probabilmente in crescita? Diego Burgio

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