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GUERRA IN LIBIA: Il rischio di ritorsione immediata

Creato il 21 marzo 2011 da Oblioilblog @oblioilblog

GUERRA IN LIBIA: Il rischio di ritorsione immediata

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Il rimorchiatore italiano Asso 22 è ancora in mano di militari libici. A bordo ci sono otto italiani, due indiani e un ucraino. La vicenda rimane poco chiara, c’è il timore di un’azione ritorsiva.

La nave appartiene all’Augusta Offshore spa di Napoli, società specializzata nel servizio di assistenza alle piattaforme petrolifere in Nord Africa e in Brasile. Il rimorchiatore era giunto a Tripoli venerdì scorso dal porto di Mellitah, a circa 120 km di distanza, per una normale attività per conto dell’Eni. 

La sera l’Asso 22 imbarca petrolio e resta in attesa nel porto della capitale libica. Nella notte alcune persone, presentatesi come funzionari dell’autorità portuale, salgano a bordo, chiedono una serie di dati tecnici e poi se ne vanno. Gli stessi uomini ritornano nel pomeriggio e pernottano sul rimorchiatore.

I fatti precipitano stamattina all’alba quando si imbarcano anche alcuni militari armati che ordinano di sospendere le comunicazioni e fanno salpare la nave alle 13 in direzione nord ovest.

Secondo il Ministro Frattini, che non esclude il sequestro, la nave si sta dirigendo verso una raffineria Eni, ma non arrivano segnali dagli strumenti di localizzazione di bordo. In serata un elicottero delle forze della coalizione ha intercettato l’Asso 22 che a quel punto ha fatto retrofront verso Tripoli.

Non sono chiare le motivazioni del gesto, ma non è escluso il sequestro a scopo di ritorsione. Finora, fortunatamente, i quattro siciliani, tre campani e il laziale a bordo stanno bene.

Il padre di uno dei marinai esprime il suo disagio:

Siamo preoccupatissimi e ci sentiamo abbandonati. La mia ansia cresce sempre di più perché sono molto allarmato per la situazione che si è venuta a creare in Libia. Non ho ricevuto notizie ufficiali da nessuno, le uniche le apprendiamo dai telegiornali e dai giornalisti che ci chiamano. Non c’è alcuno funzionario della Prefettura e nessun esponente del Governo che si sia fatto vivo con noi per informarci sulla vicenda. Sarebbe bastata una telefonata, invece niente.


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